Il mago dei trapianti di trachea arrestato per tentata concussione e truffa

FIRENZE, 27 SETTEMBRE ’12 – Era considerato un autentico luminare dei trapianti di trachea. Eppure, il chirurgo Paolo Macchiarini è stato arrestato questa mattina a Firenze, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari. L’arresto con la contestuale misura restrittiva rientra nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura di Firenze nell’ambito della sanità fiorentina. Le ipotesi di reato contestate al chirurgo sono di tentata truffa aggravata e tentata concussione. Secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe emerso che in ben cinque episodi il medico avrebbe proposto a malati gravi di rivolgersi a strutture sanitarie private per sottoporsi a costosi interventi chirurgici che non si potevano svolgere nell’ospedale e quindi a carico del sistema sanitario nazionale, per via della complessità dell’intervento, dell’inadeguatezza della sanità pubblica e delle liste d’attesa lunghissime. In quelle cliniche private dove avrebbe dirottato i pazienti, c’erano medici e professionisti di sua fiducia. Secondo quanto emerso in questa delicata inchiesta, gli interventi avrebbero superato anche le 100.000 euro di costo. La Procura contesta al medico cinque episodi di tentata truffa aggravata e uno di tentata concussione. I contorni della vicenda sono ancora tutti da chiarire. Intanto, nella sanità fiorentina e nell’opinione pubblica l’arresto dello stimato chirurgo ha provocato un terremoto di reazioni e di indignazione.

TALITA FREZZI

D: In che consistono le accuse di tentata truffa aggravata e tentata concussione?La concussione (art. 317 c.p.) è commessa da pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce qualcuno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità. La corruzione, invece, è il reato commesso dal pubblico ufficiale che per compiere un atto del suo ufficio (art. 318 c.p.) o per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o aver compiuto un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.), riceve per sé o per un terzo, una retribuzione che non gli è dovuta (in denaro o altra utilità) o ne accetta la promessa.

Pertanto, mentre nella concussione il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, abusando della loro qualità, costringono qualcuno a dare o promettere una qualche utilità, nel reato di corruzione, invece, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio percepiscono l’utilità in seguito all’accordo con un privato che viene punito in eguale maniera.

Il reato di truffa punisce chi, con artifici o raggiri, induce taluno in errore procurandosi un ingiusto profitto con altrui danno ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
In questo caso, poi, la truffa sarebbe aggravata in quanto è in danno del Servizio Sanitario Nazionale quindi la pena prevista è maggiore.


D: L’Azienda sanitaria o la Regione Toscana potrebbero costituirsi parte civile, al pari dei pazienti truffati, in un eventuale processo?

R: Si potrebbe costituirsi parte civile al fine di richiedere il risarcimento dei danni patrimoniali subiti, anche in termine di danni di immagine.

D: Se i pazienti avessero speso davvero 100.000 euro per un intervento che poteva svolgersi nella struttura pubblica, avrebbero diritto a un risarcimento?

R: Assolutamente sì. E per questo potrebbero costituirsi parte civile nel processo penale.

AVV. TOMMASO ROSSI

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