Il giudice indiano ha deciso: i due marò italiani in cella

NEW DELHI, 6 MARZO ’12 – Il giudice indiano di Kollam ha convertito il fermo di polizia e disposto 14 giorni di fermo giudiziario per i due fucilieri del San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. L’increscioso fatto è accaduto il mese scorso quanto i due marò impiegati nella sicurezza della petroliera “Enrica Lexie” nelle acque del Mar Arabico, al largo dello Stato indiano del Kerala, avrebbero sparato contro i due pescatori, uccidendoli. Secondo la stampa indiana l’alto funzionario dello stato indiano del Kerala, Oommen Chandy, avrebbe detto che nei confronti dei due marò esistono prove incontrovertibili e che non ci sarà indulgenza. Stando sempre alle fonti del posto, il giudice di Kollam avrebbe chiesto per i due italiani un trattamento differenziato, si parla ad esempio di cibo italiano messo a loro disposizione, e lasciato alla polizia e alla direzione generale delle prigioni la libertà di disporre della custodia in forma diversa (i legali dei due militari, infatti, avevano chiesto una residenza esterna al carcere e sarà il direttore responsabile delle prigioni a prendere eventualmente la decisione una volta sentito il governo dello Stato). Deciso quindi il trasferimento di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in custodia giudiziaria nel carcere di Trivandrum con effetto immediato, anche se la corte ha stabilito che i due non siano alloggiati con gli altri detenuti, che sia garantita loro l’assistenza medica e a possibilità di interagire con visitatori italiani ogni giorno per tre ore. La Farnesina è intervenuta sulla questione esprimendo “vivissima preoccupazione” e definito “inaccettabili” le misure decise dal tribunale di Kollam, sottolineando la sensibilità delle autorità italiane, delle famiglie e dell’opinione pubblica, sull’argomento e chiedendo il massimo sforzo per garantire ai militari italiani “strutture e condizioni di permanenza idonee”.

ELEONORA DOTTORI

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