Il Dalai Lama avverte: ‘I cinesi vogliono uccidermi’

PECHINO, 14 MAGGIO ’12 – E’ con un’intervista al Sunday Telegraph che il Dalai Lama rivela l’esistenza di un complotto nei suoi confronti, un piano architettato da agenti cinesi che vorrebbero ucciderlo. Tenzin Gyatso, il quattordicesimo Dalai Lama, spiega anche le modalità con cui gli 007 cinesi vorrebbero sferrare l’attacco mortale: “Abbiamo ricevuto delle informazioni dal Tibet – sono le parole del Dalai Lama – alcuni agenti cinesi stanno addestrando alcuni tibetani, in particolare donne, a usare veleni, capelli avvelenati, sciarpe avvelenate, loro dovrebbero cercare di essere benedette da me, e riuscire a toccarmi”. I collaboratori del capo spirituale tibetano non hanno potuto confermare la notizia ma hanno sottolineato l’importanza di misure di sicurezza più rigide anche rispetto al fitto cordone di agenti che lo proteggono a Dharamsala, in India, dove il Dalai Lama vive in esilio dal 1959 per via dell’occupazione militare e politica della Cina. Nonostante i numerosi tentativi di screditare la figura del leader religioso messi in atto dal governo di Pechino, il Dalai Lama continua ad essere molto riverito e amato non solo dai buddhisti ma in generale da tutti coloro che apprezzano la sua filosofia della non violenza, tanto che nel 1989 gli venne conferito il Premio Nobel. La Cina, nonostante non ne abbia alcun diritto, nel 2007 ha fatto sapere che sarà il governo a nominare i monaci tibetani. Elezioni illegittime visto che la scelta spetta esclusivamente ai lama tibetani che quando un Dalai Lama muore avviano delle indagini, interpretando sogni, oracoli e presagi, volte a scoprire la sua reincarnazione. La Cina intervenne anche nel 1995 quando venne rapito il decimo Panchen Lama, una la seconda autorità del Tibet dopo il Dalai Lama, da allora di lui e della sua famiglia non si hanno notizie. Oggi il Dalai Lama è a Londra dove riceverà, nella splendida cornice della Cattedrale di Saint Paul, il premio Templeton dedicato a coloro che hanno favorito il dialogo tra fede e scienza.

ELEONORA DOTTORI

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