Il centrocampista Christian Obodo rapito davanti a una chiesa in Nigeria

LECCE, 10 GIUGNO ’12 – Era in vacanza in Nigeria e la targa personalizzata della sua auto (“Obodo5”) lo ha tradito, indicando ai suoi aguzzini che lui era lì. E che era una preda facile. Il centrocampista nigeriano Christian Obodo, in forze all‘Udinese e quest’anno in prestito al Lecce, sarebbe stato rapito sabato davanti alla chiesa della sua città. La notizia choc è rimbalzata sui siti SuperSport.com e The Nation. L’ex giocatore del Perugia e della Fiorentina (oltre che del Torino) si trovava davanti alla Zion Ministry Church di Effunrun, nei pressi della città di Warri, nel sud est del Paese sabato mattina verso le 9,20 ora locale (le 10,20 italiane) quando sarebbe stato circondato da uomini armati che l’avrebbero costretto a uscire dalla sua auto e spinto in un’altra con la quale si sono poi dileguati. Forse seguivano il centrocampista 28enne già dalla sera prima, quando era uscito e andato in discoteca con quella sua bella macchina dalla tarda personalizzata e riconoscibilissima. La polizia ha riferito che i familiari non sono stati ancora avvertiti del sequestro, mentre il cognato del calciatore, Obidike Okechukwu, che vive a Udine, sostiene che il riscatto è già stato chiesto. “I rapitori hanno telefonato questa mattina a casa della mamma di Christian chiedendo circa 150 mila euro”. “Christian sta bene, siamo in contatto con i rapitori che vogliono un po’ di soldi”, ha detto il fratello del calciatore, Kenneth. La notizia getta sconforto nel mondo del calcio. L’ex allenatore Serse Cosmi si dice sconvolto, “Christian è come un figlio, è con me da quando aveva 17 anni”, mentre la società sportiva Lecce Calcio in una nota diffusa online attraverso il sito esprime “vicinanza a Obodo e alla sua famiglia in questo momento di grande sgomento, con la speranza che la situazione si possa risolvere quanto prima e nel miglior modo possibile”.

TALITA FREZZI

D: Come si attiva la procedura in Italia in caso di sequestro di persona?

R: A seguito di una legge del 1991, si procede al “blocco dei beni” dei familiari del rapito. Questo provvedimento, che creare sempre molte critiche e un ampio dibattito, è imposto per far sì che non si incentivino in qualche modo i rapimenti a scopo di riscatto, facendo sì che non venga mai raggiunto lo scopo che si prefiggono i criminali sequestratori.

D: In che consiste il reato di sequestro di persona?

R: Il reato di sequestro di persona consiste nel privare qualcuno della libertà personale (ossia la libertà di movimento e locomozione) in modo da impedire, anche solo parzialmente, azioni e movimenti che fanno parte della vita di relazione. La pena prevista è la reclusione da 6 mesi fino ad 8 anni. La pena è aumentata (da 1 a 10 anni) qualora il fatto è commesso in danno di un ascendente, discendente o coniuge o da parte di un pubblico ufficiale con abuso dei propri poteri.
Nel caso di sequestro di un minore la pena prevista è più grave (reclusione da 3 a 12 anni invece che da 6 mesi a 8 anni). Qualora invece si tratti di sequestro a scopo di rapina o di estorsione ossia allo scopo di conseguire, per sé o per altri, un ingiusto profitto come prezzo della liberazione, la pena prevista è quella della reclusione da 25 a 30 anni. Se dal sequestro deriva comunque la morte, quale conseguenza non voluta, della persona sequestrata, il colpevole è punito con la reclusione di anni 30, se invece il colpevole cagiona (volontariamente) la morte del sequestrato al pena è quella dell’ergastolo.

AVV.TOMMASO ROSSI

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