Il caso Mahony turba i cattolici: il sacerdote che coprì pedofili andrà al Conclave.

21 FEBBRAIO ’13 – Non è necessario, per fortuna, essere cattolici per condannare la pedofilia, è sufficiente essere degli esseri umani, e nemmeno nel senso più alto del termine, ma in quello più semplice di esseri viventi distinti dalle bestie.
Purtroppo è praticamente certo (ma è bello pensare che ci siano margini di cambiamento, perché, a maggior ragione in questo caso, è lecito credere nei miracoli), che nel Conclave che eleggerà il prossimo successore di Pietro, il prossimo rappresentante di Dio in terra, il capo della Chiesa Cattolica, ci sarà anche, tra le altre Eminenze, il cardinale Roger Mahony.

Chi è Roger Mahony? Ex arcivescovo di Los Angeles; il Whasington Post dice di lui che “è fortunato a non essere in prigione” e il suo successore, Monsignor Josè Gomez, lo ha sollevato il 31 gennaio da tutti gli incarichi perché lo ha riconosciuto responsabile di aver insabbiato 129 casi di abusi su minori da parte di ecclesiastici e, proprio su uno di questi casi di pedofilia (un sacerdote messicano accusato di aver abusato di 26 bambini della diocesi nel 1987), il porporato (Mahony) dovrà deporre in Tribunale, alla corte superiore della contea di Los Angeles, il 23 febbraio prossimo.

A fine gennaio, dopo aver letto le  12mila pagine di documenti fino a quel momento segreti su come il cardinale aveva gestito i casi di 122 sacerdoti accusati di molestie, Monsignor Gomez commentò: “Leggere questi documenti è stata un’esperienza brutale e dolorosa”.

Il caso Mahony in America ed in tutto il mondo sta avendo una grossa risonanza mediatica anche per via di un gruppo di determinati cattolici (Chatolics United: gruppo cattolico molto vicino al presidente Obama, già in contrasto per altre questioni politiche con la Conferenza Episcopale Americana, al punto che si vocifera in certi ambienti che questa petizione sia un mezzo per far cedere la resistenza della Chiesa statunitense su altri temi motivo di scontro. Per un approfondimento si veda Famiglia Cristiana http://www.famigliacristiana.it/chiesa/dossier_2/dossier/los-angeles-pedofili/la-petizione-contro-mahony-chi-e-perche.aspx )che ha mosso una petizione per chiedere al cardinale di rinunciare sua sponte a partecipare al Conclave romano.

“Se un Cardinale è privato del suo ruolo pubblico nella diocesi, perché dovrebbe essere premiato con la possibilità di votare per il prossimo Santo Padre? Il Cardinal Mahony aggraverebbe ulteriormente lo scandalo e la vergogna per la nostra Chiesa se partecipasse al Conclave” – questo si legge nel testo della petizione.

La domanda e la richiesta sono lecite, soprattutto in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di trovare una via che la riavvicini alle persone, agli uomini, e dia esempio di moralità, cercando di coprire quel solco che si è creato e la divide dalle anime e dalle menti di chi vede in essa un’istituzione fin troppo umana, corrotta e, a tratti, ipocrita. L’esclusione del cardinale Mahony sarebbe un gesto dal significato enorme, non solo se provenisse dal basso, ma anche se fosse un ordine superiore a dire che chi ha fatto in modo che certi crimini rimanessero impuniti non ha diritto di nominare la guida dei cattolici di tutto il mondo.

Eppure pare che questa occasione, l’ennesima, andrà persa: lo stesso Monsignor Gomez, il 15 febbraio ha fatto una parziale marcia indietro sulle proprie precedenti disposizioni, assicurando che il cardinale Mahony e il suo ausiliare monsignor Thomas Curry (anche lui sanzionato) “rimangono vescovi in piena regola nell’arcidiocesi di Los Angeles e possono celebrare i sacramenti e svolgere attività pastorale”, invitando anche i fedeli a “pregare per il cardinale Roger Mahony mentre si prepara ad andare a Roma per eleggere il nuovo Papa che prenderà il posto di Benedetto XVI”.

Non c’è dubbio che queste parole lascino perplessità, interrogativi ed escano da un contesto di logica consequenzialità rispetto a quello che ci si aspetterebbe sulla base delle precedenti prese di posizione dello stesso Monsignor Gomez. Ma questo è quanto: Mahony andrà al Conclave e i fedeli e gli uomini continueranno a porsi domande alle quali le alte istituzioni cattoliche non daranno risposta. A volte la contraddittorietà raggiunge livelli parossistici e rasenta la presa in giro nei confronti soprattutto di coloro che credono in Dio e nella Chiesa, come quando Mahony afferma: “Negli ultimi giorni mi sono trovato ad essere umiliato molte volte. Sono stato affrontato in più di un luogo da gente molto infelice. Posso capire la loro rabbia nei miei confronti e nei confronti della Chiesa”. Lui può capire la loro rabbia,ma non fa nulla per sedarla, come scegliere di fare la cosa più opportuna: come nel momento in cui degli innocenti sono stati violentati ed ha protetto i loro carnefici, anziché denunciarli.

Che i fedeli e Monsignor Gomez nelle loro preghiere non dimentichino le vittime degli abusi, costrette per anni a sopportare in silenzio vergogne non proprie.

 MOSE’ TINTI

 

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