I tatuaggi della “Città Mariana”

IN MOSTRA A LORETO

 

Foto tratta da: https://it.pinterest.com/pin/795518721649546014/
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LORETO (AN) – Hanno una tradizione antica e nobile, legata al passaggio e alla visita dei pellegrini. Poi le evoluzioni dei secoli ne hanno allargato il significato, sino a trasformane completamente il senso eppure, oggi, ne viene riscoperto il valore spirituale: il tatuaggio lauretano, insieme ovviamente a quelli di matrice diversa, moderna, è tra i protagonisti di una mostra originale, di alto valore artistico ma anche simbolico: si intitola appunto “Il Tatuaggio lauretano”, l’esposizione inaugurata il 31 marzo ai Bastioni Sangallo di Loreto e visitabile fino al 10 giugno. La mostra, ideata da Immobiliarte e promossa dal Comune di Loreto in collaborazione con la Regione Marche, rappresenta, grazie alla collezione privata di Jona Tatoo Art, uno dei momenti culminanti tra gli appuntamenti pasquali nel territorio regionale ed ovviamente in quello della città mariana. Saranno “in vetrina” autentici pezzi da museo risalenti al diciottesimo e diciannovesimo secolo, alcuni dei quali riprodotti fedelmente da maestri artigiani anche il giorno dell’inaugurazione, proprio per mostrare la perizia, la qualità, il valore di un’attività che prendeva forma nei secoli passati e che, racconta la storia, è continuata a lungo, sino agli anni 50, in modo clandestino, essendo stati, i tatuaggi, vietati per motivi di carattere igienico. Un divieto ufficiale, che non impediva tuttavia ai pellegrini in visita a Loreto di farsi “marchiare” ugualmente come segno devozionale e testimonianza dell’avvenuto passaggio in città. A tatuare erano in sostanza poche famiglie, solitamente calzolai, che tenevano in serbo tutto l’occorrente dalla tavolette di bosso intagliate con le icone che i pellegrini sceglievano sino ai pennini: sovente la pratica del tatuaggio era una vera e propria fonte di sostentamento aggiuntivo per economia non certo lussuose. I tatuaggi erano realizzati principalmente nelle mani e nei polsi, probabilmente, come raccontano gli studiosi, come derivazione dalle stimmate francescane. Ora a Loreto viene riproposto questo “quadro” che è anche uno spaccato di storia lauretana. “La mostra rappresenta un significativo ed originale esempio di innesto tra una forma d’arte legata alla tradizione ed in particolare alla venerazione della Madonna, con quelle di carattere innovativo e moderno che attraggono le nuove generazioni. E’ un percorso estremamente importante per Loreto e tutto il territorio” ha specificato il sindaco della città mariana Paolo Niccoletti. Questo evento, ha spiegato l’assessore al Turismo Fausto Pirchio, si pone come “uno dei preziosi tasselli del mosaico artistico e spirituale che la nostra città ha preparato per le festività. Un evento che abbiamo voluto inaugurare in occasione della Pasqua anche per la sua valenza simbolica, e che va comunque ad affiancarsi ad altre iniziative che stanno dando lustro artistico a Loreto, come la mostra sugli idiorami, il sistema museale dei tre presepi nel centro storico, la mostra, aperta sino all’otto aprile, “L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino e i tesori nai troppo riconosciuti presenti all’interno della Basilica”.

(articolo ricevuto da Comune di Loreto)

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