I parlamentari Sonia Alfano e Lumia a colloquio nel carcere con Provenzano. Pdl e Severino dicono basta

ROMA, 10 AGOSTO ’12 – “Auspichiamo che l’autorità giudiziaria si attivi per risalire ai pubblici ufficiali che hanno fornito al giornalista del Corriere della Sera la notizia e il contenuto dei colloqui effettuati presso il carcere di Parma da me e dal sen. Beppe Lumia nell’esercizio delle nostre prerogative parlamentari con alcuni detenuti, tra i quali il boss Bernardo Provenzano”. Così la parlamentare Sonia Alfano circa la rivelazione da parte del giornalista Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera che ha riferito dei recenti colloqui intercorsi tra la stessa presidente della commissione Antimafia europea e Beppe Lumia della commissione parlamentare Antimafia, con alcuni detenuti tra cui Bernardo Provenzano. Sonia Alfano parla di “grave violazione del segreto d’ufficio, evidentemente pagata da qualche apparato istituzionale”. Vorremmo sapere qual è l’obiettivo di questa operazione, oltre a quello di mettere in pericolo le nostre vite, continua la parlamentare chiarendo di aver chiesto ai boss di collaborare con la giustizia. Un atteggiamento quello dei due parlamentari che ha scatenato le ire del Pdl che in una nota congiunta di Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello parla di “trattative private in dispregio della legge rischiano di trasformare il nostro Paese in un far west”. In merito ai colloqui tra parlamentari e detenuti è intervenuta anche il ministro della Giustizia Paola Severino che ha sottolineato la necessità di interrompere i colloqui qualora virino su procedimenti in corso.

ELEONORA DOTTORI

D: Come è punita la violazione del segreto d’ufficio?

R: Il nostro codice penale all’art. 326 punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, violando i doveri inerenti alle funzioni o al servizio (come in questo caso quelle di parlamentare), o comunque abusando della sua qualità, rivela notizie di ufficio le quali debbono rimanere segrete o ne agevola in qualche modo la conoscenza. Qualora l’agevolazione è colposa la pena è la reclusione fino ad 1 anno.Inoltre qualora la rivelazione di segreti d’ufficio venga compiuta da parte di un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio per procurare a sé o ad altri un indebito profitto patrimoniale , la pena è la reclusione da 2 a 5 anni. Se il fatto è compiuto invece per procurare a sé o ad altro un ingiusto profitto non patrimoniale o per cagionare ad altri un danno ingiusto, si applica la reclusione fino a 2 anni.

D: In quali casi i parlamentari possono parlare con i detenuti?

R: Tra le varie prerogative in capo ai parlamentari vi è anche quella di visitare i detenuti, anche ristretti in regime di carcere duro (c.d. 41 bis) come in questo caso, al fine di verificarne le condizioni di detenzione, di salute ed il rispetto dei diritti umani. In ogni caso non possono sostituirsi al ruolo dei magistrati né compiere colloqui investigativi ed intraprendere addirittura, come sembrerebbe in questo caso,  un iter di collaborazione.

AVV.TOMMASO ROSSI

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