Guerra degli I-phone: né i prodotti Samsung né quelli Apple saranno banditi. Sarà un Natale sereno

19 DICEMBRE ’12, MILANO – Uno scontro tra primi della classe, tra giganti mondiali della telefonia e della tecnologia di ultima generazione: Samsung ed Apple da tempo ormai si lanciano  reciproche accuse per aver ognuna copiato all’altra determinati brevetti per la realizzazione rispettivamente di Smartphone ed I-phone.

Pochi mesi fa, nell’agosto 2012, la Samsung era stata condannata a risarcire alla Apple i danni per una cifra di poco superiore ad 1 miliardo di dollari (circa la metà di quello richiesto dalla compagnia americana).

La società sudcoreana era stata considerata rea di aver utilizzato indebitamente i brevetti della Apple in almeno 21 modelli dei suoi Smartphone nella piena consapevolezza di essere in torto, di star commettendo un illecito. La sconfitta della Samsung fu totale, perché allo stesso tempo la Apple era stata assolta dall’accusa di aver utilizzato brevetti sudcoreani nella realizzazione dei modelli I-phone 3G e I-phone 3G S.

Ascoltando i diretti interessati, i vari portavoci, questo scontro tra titani sarebbe una questione di principio, di valori: “In Apple valutiamo l’originalità e l’innovazione e dedichiamo le nostre vite alla realizzazione dei migliori prodotti sulla Terra. Facciamo questi prodotti per deliziare i consumatori, non affinchè vengano copiati dalla concorrenza”.

Dall’altra parte, quelli della Samsung dicevano che la sentenza che li vedeva soccombere nei confronti della Apple determinava un solo grande sconfitto: il popolo dei consumatori. “Meno scelte, meno innovazione e potenzialmente prezzi più alti.”

Tra grandi valori in campo e numerosissimi sconfitti, quella in questione non era certo l’unica causa pendente: ve ne sono altre negli Stati Uniti, nonché in tutto il mondo, promosse anche da Samsung.

Nella scorsa giornata, il Wall Street Journal ha riportato la notizia per cui la Samsung avrebbe ritirato la richiesta di ingiunzione (in pratica la richiesta di sequestro dei prodotti Apple dal mercato) in cinque paesi europei: Germania, Francia, Regno Unito, Olanda e Italia. Resteranno invece in piedi le azioni legali promosse dal gigante sudcoreano per l’utilizzazione dei propri brevetti.

La decisione di ritirare le richieste di ingiunzione è molto probabilmente legata all’insuccesso di un’analoga azione della Apple negli Stati Uniti, che ha ridimensionato la precedente vittoria estiva. L’azienda del compianto Steve Jobs si è vista rifiutare la messa al bando dei prodotti Samsung dal giudice federale Lucy Koh.

“Samsung resta impegnata a dare in licenza le propri tecnologie in modo corretto, ragionevole e in termini non discriminatori. Riteniamo che sia meglio quando le società competono fra di loro in modo corretto sul mercato piuttosto che in tribunale» afferma Samsung, annunciando il ritiro delle richieste di ingiunzione. Questa decisione farà senz’altro piacere all’antitrust europeo, che sta valutando con attenzione le sempre più agguerrite tattiche usate dalle due società nella battaglia legale che le contrappone in ogni angolo del mondo.

MOSE’ TINTI

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