Guasto al Centro procreazione, A.A.A. cercasi 94 embrioni dispersi

ROMA, 1 APRILE ’12 – Incidente o pesce d’aprile? Il dubbio resta, ma di fatto a seguito di un guasto all’impianto di azoto liquido che alimenta il servizio di criobiologia per la crioconservazione di materiale biologico al Centro di Procreazione medicalmente assistita di Roma, all’ospedale San Filippo Neri, sarebbero andati perduti 94 embrioni, 130 ovociti e 5 campioni di liquido seminale. L’allarme, come segnalato in una nota proprio dalla direzione sanitaria dell’ospedale, è scattato martedì, con “l’aumento della temperatura che ha causato un azzeramento del livello di azoto, lo svuotamento del serbatoio, e la conseguente perdita di 94 embrioni, 130 ovociti e 5 campioni di liquido seminale. Dopo i primi accertamenti la struttura responsabile del Centro di Procreazione medicalmente assistita ha avviato le procedure per informare le persone interessate assistite dal Centro”, come si legge nel documento diramato dal San Filippo Neri. Dell’incidente è stato informato anche il Ministro della salute Renato Balduzzi, che ha chiesto una relazione al Centro nazionale trapianti. Disposta un’ispezione, in programma martedì 3 aprile. Il direttore dell’azienda ospedaliera dottor Domenico Alessio ha presentato un esposto in Procura sull’incidente che ha portato alla perdita dei 94 embrioni, contestando alla ditta responsabile della conduzione e manutenzione dell’impianto di crioconservazione la responsabilità di quanto accaduto, che provoca un danno importante all’ospedale San Filippo Neri.

TALITA FREZZI

D: Come si divideranno le responsabilità per questo incidente?

R: Bisognerà capire se il problema è stato causato da un guasto tecnico degli impianti o ad un errore umano. Nel primo caso la responsabilità sarebbe della ditta, nel secondo caso del personale del Centro. Poi occorre capire che tipo di inquadramento giuridico dare al fatto.

D: I donatori di embrioni, ovociti e liquido seminale andati perduti, potranno chiedere risarcimento al Centro?

R: Nel caso di donatori direi di no, in quanto agli stessi non viene prodotto alcun tipo di danno. In caso, invece, di coppie che fanno conservare il proprio materiale biologico in vista di una futura inseminazione artificiale, sicuramente sì.

AVV.TOMMASO ROSSI

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