Grosseto, l’interrogatorio di garanzia: Costa sapeva degli inchini


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GROSSETO, 24 GENNAIO ’12 – “La Costa era al corrente della prassi ricorrente degli inchini in tutto il mondo”. “L’inchino al Giglio del 13 gennaio venne pianificato e voluto dalla Costa prima della partenza da Civitavecchia per ragioni pubblicitarie”. Così il comandante Francesco Schettino nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Valeria Montesarchio. Il comandante illustra la manovra dell’inchino (già fatta al Giglio anche in passato con Costa Europa e altre navi) come un omaggio al maitre di bordo, unico gigliese sulla Costa, e all’ex comandante Mario Palombo ma anche come una sorta di gara d’abilità, una prodezza, una sfida con un altro comandante, Massimo Garbarino. Sulla scatola nera fuori uso, l’indagato ha ammesso che da 15 giorni era rotta, aveva chiesto di farla aggiustare ma non era successo. E sui ritardi dell’allarme si è giustificato dicendo che “prima di dare l’emergenza dobbiamo essere sicuri perché non voglio rimanere con i passeggeri in acqua, né creare panico che la gente mi muore per nulla”. Schettino parla di numerosi contatti con l’armatore, il marine operator della Costa Roberto Ferrarini il quale avrebbe garantito l’arrivo di elicotteri. Ma sulla presenza in plancia della ragazza moldava, la bionda Domnica sulla quale i giornali stanno intessendo trame rosa su una presunta love story con l’ufficiale, Schettino precisa “era nei pressi della plancia”. Con lui c’erano quella sera il maitre Tievoli e Manrico Giampiedroni. Ecco alcuni stralci delle 150 pagine di interrogatorio di garanzia, come riportato dai maggiori quotidiani.

Pm Navarro: Prima dell’urto, dove si trovava?”.

Schettino: “In plancia. C’era il primo ufficiale Ciro Ambrosi, c’era un marinaio di seconda guardia, c’era il timoniere. C’era la terza ufficiale Veronica. Ah, ci stava anche il terzo ufficiale nuovo, Ursino. Quando mi hanno chiamato, come d’accordo a cinque miglia dalla costa, è venuto Antonello Tievoli, che è gigliese, e poi l’hotel director”.

Pm Leopizzi: “Cioè ci stava anche Manrico (Giampiedroni ndr)?”

Schettino: “E sì, perché lui voleva omaggiare…”

Pm Leopizzi: “Dopo avere fatto l’accostata, quando eravate lei, l’hotel director Manrico Giampedroni e il maitre, avete fatto una telefonata a qualcuno?”.

Schettino: “Al comandante Palombo. L’ha chiamato Tievoli per salutarlo, dice “Stiamo qui. Comandante, io vedo qua dalle carte, che ci sta acqua?”. Lui: “Guarda, non ti preoccupare, puoi passare anche sotto, ci sta acqua fino a pochi metri”. Ci siamo detti questo: “Guarda, sono qua con Antonello, è un bravo maitre”. E lui: “Va bene, Francesco, fai tanti fischi con la sirena e puoi passare fino a distanza ravvicinata, perché io sono di zona e ci sta acqua. Puoi passare fino a 10 metri, dal rosso fino a 10 metri”. Ma io non ci sarei passato a 10 metri!”

Pm Leopizzi: “A 10 metri dalla costa?”.

Schettino: “Dal rosso del porto del Giglio. Dal rosso del faro”

Pm Leopizzi: “Senta, invece il comandante Palombo la mette leggermente diversa, perché dal punto di vista turistico, ci racconta, era privo di senso, a gennaio, mentre tutte le altre accostate, quelle regolarmente pianificate erano state fatte in occasione delle feste”.

Schettino: Sì, ma infatti, li faceva il comandante Garbarino. Queste cose le facciamo in tutto il mondo. L’ho fatto anche a Capri. Servono per pubblicità. In questo caso era una cortesia che mi aveva chiesto questo Antonello e dissi: “Va bene, se ci sta il comandante Palombo a terra la facciamo”.”

Pm Leopizzi: “Senta comandante, l’hotel director Giampedroni ci parla anche di un’altra persona che era in plancia, una signora romena o moldava che si chiamava Domnica”.

Schettino: “Sì. Era una nostra amica comune che stava a bordo, faceva parte del personale Costa in altre occasioni, però stava fuori la porta, cioè non stava nella plancia, stava in retrovia. Non è che stava sulla plancia dei comandi, perché là non ci faccio entrare nessuno”.

Pm: “Ho capito. Quindi Giampedroni l’ha vista di sfuggita? Perché lui ha detto che era lì insieme a voi sulla plancia”

Schettino: “Glielo può chiedere, non stava su, perché io non lascio venire nessuno. Stava, credo, sulla soglia di ingresso. Si chiama Domnica Cemortana, Senmortan”.

Pm: “Cemortan?”.

Schettino: “Una cosa del genere”.

Pm: “Comunque un cognome romeno. C’era un qualche motivo perché la signora stesse nei pressi della plancia durante la manovra?”.
Schettino: “No”

(Stralcio dell’interrogatorio sul momento dell’allarme, dei soccorsi e dell’abbandono della nave, oltre alla scatola nera)

Pm Pizza: “Schettino il Vdr scaricato, perché lo doveva scaricare il Vdr, scusi?”.
Schettino: “Allora il Vdr, Voyage Data Recorder, in caso di sinistro marittimo ci sta un bottone, che è la prima cosa che uno deve fare per dare evidenza di quello che è successo, si scarica questo coso, si spinge un bottone e c’è lo scarico della registrazione dei dati delle prime 12 ore, di modo che dà una situazione di quello che è successo”.

Pm Pizza: “Perché voleva? Che cosa voleva fare lei con il Vdr, non ho capito?

 Schettino: “No, volevo rendere disponibili i dati”.

Pm Pizza: “Lei a Bosio che gli dice?”.

Schettino:Scarica prima di andare via dalla nave.. gli ho detto: “Hai scaricato?” o “Scarica·”, o “Hai caricato il Vdr?”, ha detto: “Okay, lo faccio”. Cioè scaricare significa …”.

Pm Pizza: “Bosio lo fa? Le dice: “L’ho fatto. Non l’ho fatto”?”.

Schettino: “Non le dice nulla. Quando vado a terra in banchina gli dico: “Hai fatto l’operazione?”. Lui mi dice: “Comandante l’ho fatto, sono andato lì però il pulsante del sistema è tutto spento”. Però anche se è spento questo pulsante qua, la nave ha un sistema che sulla parte più alta della nave ci sta comunque il Voyage Date Recorder che comunque registra a prescindere”.

Schettino rifiuta le accuse di aver lasciato da soli i suoi passeggeri, dice di averne salvati quattromila. E sostiene di non essere tornato a bordo quando il comandante della Capitaneria De Falco glielo ha ordinato, perché non ha detto che mandava l’elicottero. “Doveva incoraggiarmi - azzarda Francesco Schettino – se lui mi diceva: guarda abbiamo l’elicottero che ti porta. Come ci andavo, a nuoto? L’ho chiesto anche a Roberto Ferrarini, il capo dell’Unità di crisi della Costa crociere, e lui mi ha detto che me lo mandava subito. Vorrei che su questo fatto qua mi crediate, perché cioè un uomo che fa tanto, ho fatto un errore, è vero, però alla fine è stato tutto mirato per questi benedetti passeggeri, poi di quale caos parlava? C’erano solo 150 persone, rispetto a 4000 che ne avevamo”

Pm Pizza: “Ma nessuno dell’equipaggio le ha detto di lanciare l’emergenza?”.

 Schettino: “Sì, mi hanno detto: “Comandante, cosa facciamo, diamo l’emergenza?”. Io rispondo con queste precise parole: “Prima dobbiamo essere sicuri, perché non voglio rimanere con i passeggeri in acqua, né creare un panico che la gente mi muoreper nulla, perché dare l’emergenza, non è un giocattolo”.

Procuratore Verusio: “Mi scusi, ma lei con l’altoparlante ha mai dato un avviso ai passeggeri? E che avviso ha dato?

Schettino: “Non l’ho mai dato. L’ho detto o al comandante in seconda o al primo ufficiale, Bongiovanni, credo sia stato lui, ma che eravamo in blackout”.

TALITA FREZZI

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