Green Hill: liberi gli animalisti, anche Brigitte Bardot in loro difesa

BRESCIA, 1 MAGGIO ’12 – Sono stati liberati ieri sera i dodici animalisti rinchiusi nel carcere di Verziano e Canton Mombello (Brescia) per aver preso parte al blitz di sabato scorso contro l’allevamento lager di Green Hill. Il Gip Ceravone ha convalidato per tutti l’arresto, ma ha disposto la scarcerazione. Alcuni di loro avranno l’obbligo di dimora nel comune di residenza; altri il divieto ad avvicinarsi al territorio di Montichiari.
I dodici attivisti erano stati arrestati sabato sera dalla Digos dopo aver fatto irruzione e liberato una cinquantina di beagle destinati alla sperimentazione animale nell’allevamento di Green Hill, nome suadente che nasconde una realtà ben più cruda, alle pendici di Montichiari. Le accuse di cui dovevano rispondere: rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, furto aggravato e violazione di domicilio aggravata. Secondo i vertici di Green Hill il danno causato dall’invasione degli attivisti si aggirerebbe su 250 mila euro. 


Nella giornata di ieri anche l’attrice francese Brigitte Bardot, nota per le sue campagne animaliste, aveva preso posizione in favore dei 12 militanti arrestati, scrivendo una lettera al ministro della Giustizia Paola Severino, invitandola a vegliare sulla liberazione degli animalisti chiamati “resistenti”.
”Dei cittadini italiani – scrive BB nella sua lettera – sono riusciti ad introdursi nel campo per liberare, simbolicamente, una trentina di cuccioli che non avrebbero mai visto la luce del giorno, condannati alla tortura o alla morte. Questi cittadini sono oggi dei resistenti, possono contare sul mio sostegno piu’ totale perche’ non e’ possibile accettare questa scandalosa vivisezione, non abbiamo il diritto di chiudere gli occhi davanti all’inferno promesso a milioni di animali sacrificati per una scienza senza coscienza”. La Bardot continua la sua lettera affermando che ”tredici militanti sono stati fermati, hanno agito senza premeditazione, con il cuore e la ragione, non devono essere condannati perche’ hanno dato prova di umanismo in un mondo dove predominano vigliaccheria ed egoismo”. ”I miei pensieri – conclude l’attrice – vanno oggi a questi coraggiosi militanti e ai beagles usciti dall’inferno, salvati dalla Auschwitz a cui sono condannati i loro fratelli”.

ELEONORA DOTTORI

D: Come è possibile che sia stato convalidato l’arresto ma poi i dodici siano stati liberati?
R:
La convalida dell’arresto o del fermo (a seconda che il soggetto sia stato “preso” in flagranza di reato o meno) è un atto di controllo prevalentemente formale su i presupposti dello stesso, operato dal GIP entro 48 ore. Dopodiché si deve decidere, anche in base alle richieste avanzate dal PM, se applicare al soggetto una misura cautelare, come la custodia in carcere o gli arresti domiciliari, in presenza dei gravi indizi di reato e di almeno uno dei pericoli cautelari, cioè il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove e di ripetizione dello stesso reato. Quindi, ben può accadere che un soggetto nei confronti del quale l’arresto sia convalidato, perché formalmente ineccepibile, venga poi rimesso in libertà in quanto non si ritiene necessario applicare misure cautelari.

D: Furto, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento: queste le accuse nei confronti degli attivisti. Di cosa si tratta?

R:  Il reato di furto consiste nella condotta di chi s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri. Il reato di rapina, invece, ricorre quando qualcuno, per procurarsi un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, si impossessa di beni altrui sottraendoli da chi li detiene. La differenza con il furto, rispetto al quale è considerato un reato più grave anche in termini di pena (da tre a dieci anni di reclusione senza aggravanti, fino a venti anni nelle ipotesi aggravate oltre alla multa), consiste proprie nella violenza o minaccia esercitate nel reato di rapina.

Il reato di violazione di domicilio invece punisce chiunque si introduce nell’abitazione altrui o in un altro luogo di privata dimora o nelle appartenenze di essi contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo ovvero si introduce clandestinamente o con inganno. La pena prevista è la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Stessa pena è prevista per chi si trattiene in questi luoghi contro l’espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo ovvero vi si trattiene clandestinamente o con l’inganno. La pena però è aumentata se il fatto è commesso con violenza sulle cose o alle persone ovvero se il colpevole è palesemente armato.

Il reato danneggiamento si verifica quando taluno distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui. La pena prevista è quella della reclusione fino ad 1 anno o la multa fino a 309 euro, però nelle ipotesi aggravate si procede d’ufficio (ossia senza necessità di una querela di parte) è stabilita una pena più grave (reclusione da 6 mesi a 3 anni). Inoltre nelle  ipotesi aggravate, la possibilità di usufruire del beneficio della sospensione condizionale della pena è subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato oppure alla prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività (se il condannato non si oppone) per un tempo non superiore alla durata della pena sospesa.

AVV.TOMMASO ROSSI

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