Graffiti sui vagoni, assolto un writer: non è danneggiamento

TREVISO, 17 LUGLIO ’12 – Imbrattare il vagone di un treno non significa comprometterne l’uso. Questa la decisione presa dal giudice di Treviso, Michele Vitale, nel giudicare la posizione di un writer trentino, il 30enne Paolo Pinter, denunciato per danneggiamento dalla polizia ferroviaria che nel 2010 lo aveva beccato, con una altro giovane, a disegnare con bombolette spray alcuni convogli fermi in stazione. Secondo il giudice seppure i vagoni siano stati imbrattati non ne è stata impedita la regolare funzione. Probabilmente il giudice amava l’arte in tutte le sue forme e ha voluto “premiare” l’estro pittorico del novello Picasso.

ELEONORA DOTTORI

D: Il writer è stato assolto per danneggiamento ma possono configurarsi altri reati?

R: Il reato di danneggiamento punisce chi distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili beni mobili o immobili altrui. Posto che certamente qui non sono stati distrutti ne resi inservibili i vagoni, in effetti il deterioramento, che comporta una perdita di qualità e di valore, certamente c’è stato. Il giudice ha evidentemente sposato una tesi del deterioramento soltanto funzionale, e non anche estetico. Esiste comunque anche un reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, punito con una multa a querela della persona offesa. Nel caso, come questo, di imbrattamento effettuato su beni di pubblico trasporto, la pena è della reclusione da 3 mesi ad un anno oltre alla multa e la procedibilità è d’ufficio. Strano dunque che non sia stato applicata quantomeno questa fattispecie di reato.

AVV.TOMMASO ROSSI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply