Giudice e avvocato arrestati per la tangente, incastrati dalla microcamera

TARANTO, 15 MARZO ’12 – Un presidente della sezione del Tribunale civile di Taranto Pietro Vella e l’avvocato tarantino Fabrizio Scarcella sono stati arrestati dai carabinieri. Per entrambi, l’accusa contestata è di concussione.
Secondo l’accusa, magistrato e avvocato avrebbero intascato una tangente da 8.000 euro per pilotare una sentenza. A incastrarli, in flagranza di reato, una microtelecamera nascosta che avrebbe filmato il passaggio della prima tranche di denaro (4.000 euro) tra l’avvocato e il giudice. Il filmato è ora in mano agli inquirenti. La tangente sarebbe stata pagata da un benzinaio pugliese che ha solo finto di cadere nella trappola dell’avvocato ma in realtà era d’accordo con i carabinieri.
Secondo la ricostruzione dei fatti della Procura di Potenza, che indaga per competenza, nei giorni scorsi il benzinaio – titolare di una stazione di servizio con un contenzioso con una compagnia petrolifera – sarebbe stato avvicinato da un collaboratore dell’avvocato, il quale gli avrebbe ventilato la possibilità di una visita di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Ovvio, sarebbe bastato rivolgersi all’avvocato per risolvere la faccenda senza clamori e senza problemi. Il benzinaio avrebbe accettato quel ‘consiglio’ e solo allora, sarebbe scattata la trappola con la richiesta del legale di pagare 8.000 euro, denaro che l’avvocato avrebbe diviso equamente con il giudice cui era affidata la causa, per ‘agevolare’ il magistrato nella sua sentenza. Ma il benzinaio, capito che si trattava di una trappola, si è rivolto ai carabinieri i quali gli hanno suggerito le mosse da seguire. Fingere di accettare, di sottostare alla richiesta, portare il denaro richiesto e filmare tutto.
Il benzinaio, presentatosi all’appuntamento per la consegna della prima tranche di denaro aveva con sé 4.000 euro in banconote ben fotocopiate. Sotto al giubbotto, una microcamera per filmare lo scambio e l’avvenuta concussione. Quando sembrava essere filato tutto liscio e l’avvocato insieme al giudice stavano mettendo le mani sul denaro, i carabinieri hanno fatto irruzione facendo scattare le manette. Oggi il magistrato e il legale compariranno davanti al gip per l’interrogatorio.
La notizia del doppio arresto ha scosso profondamente il mondo della giurisprudenza e della magistratura pugliesi. Il Comitato di Presidenza del Csm ha aperto una pratica e sono stati trasmessi gli atti al Procuratore generale della Corte di Cassazione. Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Taranto si è dichiarato sgomento nell’aver appreso la vicenda ma confida nel lavoro della magistratura.

TALITA FREZZI

D: In che consiste l’accusa di concussione?

R: Il reato di concussione (art. 317 c.p.) è commesso dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce qualcuno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità. La corruzione, invece, è il reato commesso dal pubblico ufficiale che per compiere un atto del suo ufficio (art. 318 c.p.) o per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o aver compiuto un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.), riceve per sé o per un terzo, una retribuzione che non gli è dovuta (in denaro o altra utilità) o ne accetta la promessa.
Pertanto, mentre nella concussione il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, abusando della loro qualità, costringono qualcuno a dare o promettere una qualche utilità, nel reato di corruzione, invece, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio percepiscono l’utilità in seguito all’accordo con un privato che viene punito in eguale maniera.

D: L’interrogatorio dopo l’arresto in flagranza di reato è diverso dall’interrogatorio di garanzia?

R: L’interrogatorio dopo l’arresto in flagranza è il cd. “interrogatorio di convalida”. In quella sede il soggetto deve essere interrogato, salva la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere.
L’interrogatorio di garanzia, invece, è l’interrogatorio che deve essere disposto dal GIP non oltre 5 giorni dall’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, laddove non vi sia già stato in precedenza l’interrogatorio di convalida dell’arresto.

D: Quali le possibili conseguenze disciplinari per giudice e avvocato?

R: Per il momento verranno aperti procedimenti disciplinari a loro carico (per il magistrato da parte del CSM, per l’avvocato da parte dell’Ordine di appartenenza) che potranno portare a provvedimenti sospensione dall’attività professionale in via cautelare e terminare con l’applicazioni di sanzioni che per i magistrati vanno dall’ammonimento, alla censura, alla perdita di anzianità fino all’l’incapacità temporanea a esercitare un incarico direttivo o semidirettivo, alla sospensione dalle funzioni fino alla rimozione, mentre per gli avvocati dall’avvertimento, alla censura, alla sospensione dall’esercizio della professione , alla cancellazione dall’albo fino alla radiazione.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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