ANCONA, 1 DICEMBRE ’11 – Si alzano di nuovo le barricate per difendersi da quella guerra subdola e che sembra essere stata dimenticata dalle istituzioni: la guerra contro il nemico di sempre, l’Aids. Secondo solo al cancro, ogni anno si registrano 1.191 nuovi casi in Italia, precisamente 4,5 nuovi casi ogni 100.000 residenti italiani e 22,2 ogni 100.000 stranieri residenti. Quasi il 60% dei nuovi infetti scopre di esserlo durante la fase conclamata: un sieropositivo su 4 non sa di esserlo. Dati che segnalano un’allarmante disinformazione e una sottovalutazione della malattia. Non se ne parla quasi più, sparite anche le campagne tv informative. Ma questo non significa che il nemico sia stato debellato, anzi. E’ subdolo e continua a mietere vittime prima dell’ignoranza, poi della malattia stessa. Oggi nel mondo si celebra la ventiquattresima giornata per la lotta all’Aids. Sono state messe in campo iniziative e campagne di informazione e sensibilizzazione, tipo quelle che in Italia si facevano anni addietro, quelle in cui venivano forniti i dati dell’Istituto superiore di sanità, i risultati del monitoraggio e i nuovi casi di infezione. Quelli delle campagne spot con la sigla riconoscibile ovunque. Eppure le campagne più forti, dall’impatto più incisivo risalgono agli anni ’90. Ora la lotta all’hiv è in mano per lo più alle associazioni. Lo denuncia l’operatore Andrea Berardicurti del Circolo Mario Mieli. “Da 10 anni si è abbassata la guardia – dice – eppure in realtà la diffusione dell’hiv aumenta in maniera preoccupante. Ci si illude che il nemico sia debellato per la diminuzione dei casi di decesso, da imputare alle nuove terapie introdotte in Italia dal 1996 che prolungano la sopravvivenza e riducono la mortalità dei sieropositivi. I cosiddetti farmaci salvavita, che rassicurano ma non bastano”. Meno morti ma più rischi, anche dovuti alla disinformazione. Nelle scuole e nelle famiglie si parla poco o raramente dell’uso del preservativo. Specie nelle famiglie, il dialogo tra genitori e figli su un argomento come il sesso, la contraccezione, la difesa da malattie sessualmente trasmissibili tra cui l’Aids è ancora tabù. Per molti ragazzi anche solo l’acquisto del preservativo è un problema di “finanze”: costano troppo, sostengono alcuni. Per venire incontro a questa problematica comune a molti giovanissimi, “ContestaRockHair”, saloni di bellezza ad alto tasso di giovani, a Roma, lancia l’iniziativa “Aids is not Dead”, una campagna di sensibilizzazione con la distribuzione di condom per tutto il mese di dicembre. Ogni profilattico sarà venduto simbolicamente a 1 euro. Il ricavato sarà destinato all’associazione onlus “Sieropositivo.it”. Oltre ai preservativi saranno anche vendute spillette per sostenere la campagna informativa. Mentre il Circolo Mario Mieli, attraverso la notte “Muccassassina”, che riunisce migliaia di giovani gay e non, il 2 dicembre devolve parte dell’incasso alla Cooperativa sociale “Gaia”, che assiste a domicilio le persone in Aids non autosufficienti. E sul sito safesexdu.com si possono fare domande sulla malattia, il test, le vie di contagio e ricevere risposte anche sul proprio cellulare.
TALITA FREZZI
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Ciao, conoscete Cesvi? È un' organizzazione umanitaria italiana che dal 2001 è impegnata nella lotta all’AIDS nell’Africa subsahariana. Quest'anno il progetto “Fermiamo l’AIDS sul nascere” compie dieci anni. Tramite l’SMS solidale al 45509, dal 27 novembre al 19 dicembre sarà possibile donare 2 euro.