Giornata mondiale della salute 2016

QUEST’ANNO DEDICATA ALLA PREVENZIONE E CURA DEL DIABETE

del dottor Giorgio Rossi
  Nel 1948 la prima Assemblea Mondiale della Salute ( World Health Assembly) decide di istituire una giornata dedicata alla salute in tutto il mondo. Dal 1950 la giornata mondiale della salute (World Health Day) si celebra il 7 aprile, per ricordare la fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) avvenuta il 7 aprile 1948. 

La giornata è un’occasione per promuovere a livello globale la sensibilizzazione su argomenti cruciali di salute pubblica di interesse della comunità internazionale e lanciare programmi a lungo termine sugli argomenti al centro dell’attenzione. La giornata mondiale della salute non è quindi un evento che si riduce ai lavori di un giorno, ma è ogni volta il punto di partenza di un percorso mirato a migliorare le condizioni di salute in tutto il mondo.

E’ il diabete il protagonista della Giornata Mondiale della Salute 2016.  

In tale occasione l’Oms pubblica il suo primo “Rapporto Globale sul Diabete” ove mette in evidenza la necessità di rafforzare la prevenzione e il trattamento della malattia attraverso interventi per promuovere stili di vita sani, educazione del paziente per facilitare la cura di sé, screening costante per la diagnosi precoce e il trattamento delle complicanze.

 

Il numero di persone che vivono con il diabete e la sua prevalenza è in crescita in tutte le regioni del mondo. Nel 2014, 422 milioni di persone ( l’8,5% della popolazione) ha il diabete, rispetto ai 108 milioni (4,7%) nel 1980. L’epidemia di diabete (definizione dell’Oms) ha importanti impatti sulla salute e socio-economici, soprattutto nei paesi in via di sviluppo non esenti da questa malattia per tradizione considerata malattia dell’opulenza.

 

Il diabete è un malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un’alterata ​ quantità o funzione dell’insulina.

L’insulina è l’ormone prodotto dal pancreas, che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.

 

Si distinguono due tipi di diabete: il tipo 1 e il tipo 2.

 

Il diabete tipo 1 è una patologia cronica autoimmune, nella quale il pancreas non è più in grado di produrre insulina. Detto anche diabete giovanile o diabete insulino-dipendente, in quanto il trattamento con insulina è l’unico possibile e dura tutta la vita.

Il diabete tipo 1 si sviluppa in genere durante l’adolescenza, ma può comparire anche in bambini piccolissimi (in età neonatale) o in giovani adulti. E’ una malattia autoimmune: il sistema immunitario del soggetto riconosce come estranee e dannose le cellule del pancreas che producono insulina (cellule beta) e le attacca fino a distruggerle, portando ad un deficit assoluto di questo ormone. Diversi sono i fattori che possono contribuire allo scatenarsi di questo attacco dell’autoimmunità, ad esempio la predisposizione genetica o l’esposizione ad alcune infezioni virali.

 

Il diabete tipo 2 è un malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue dovuta a un’alterazione della quantità e del funzionamento dell’insulina. La maggior parte delle persone con tale malattia presenta entrambi questi due difetti :

− insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas ( deficit parziale di insulina);

− inadeguata risposta all’insulina (insulino-resistenza) da parte degli organi bersaglio (muscolo, fegato, tessuto adiposo).

L’effetto finale è un progressivo accumulo di glucosio nel sangue dove i livelli diventano sempre più alti. Il diabete tipo 2 rappresenta il 90-95% di tutti i casi di diabete e in genere si presenta in età adulta ( i 2/3 dei casi di diabete interessano persone di oltre 64 anni), anche se, negli ultimi anni, un numero crescente di casi viene diagnosticato in età adolescenziale, fatto questo correlabile all’aumento dell’obesità infantile.

 

Dal Rapporto Globale sul Diabete dell’Oms si rileva alcuni importanti dati :

 

− nel 2014 più di un adulto su 3 di età superiore ai 18 anni sono risultati in sovrappeso e più di uno su 10 erano obesi;

− particolare attenzione deve essere posta alla prevenzione delle complicanze da diabete che possono portare a infarto, ictus, cecità, insufficienza renale e amputazione degli arri inferiori. Ad esempio, i tassi di amputazione degli arti inferiori sono da 10 a 20 volte superiori per le persone con diabete;

− il diabete ha causato 1,5 milioni di morti nel 2012. Il glucosio nel sangue superiore al dato ottimale ha causato un ulteriore morte di 2,2 milioni di persone aumentando il rischio di malattie cardiovascolari. Molti di questi decessi (43%) si verifica prematuramente, prima dell’età di 70 anni e sono in gran parte prevenibili attraverso l’adozione di politiche per creare ambienti favorevoli per stili di vita sani e una migliore individuazione per il trattamento della malattia.

 

Nel Rapporto l’Oms propone l’obiettivo di ridurre del 30% il numero dei morti da diabete nel 2030, attraverso una strategia globale per la prevenzione e la gestione del diabete che preveda un’adeguata organizzazione delle cure volta a favorire al massimo la collaborazione di tutti i professionisti e il coinvolgimento attivo delle persone con diabete.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Back To Top