Gelmini sentita sulla nomina del Magnifico Rettore Riccaboni: ‘ se avessi saputo. non lo avrei nominato’


Warning: printf() [function.printf]: Too few arguments in /web/htdocs/www.fattodiritto.it/home/wp-content/themes/fearless/content.php on line 37

SIENA, 19 DICEMBRE ’11 – La notizia riguarda le dichiarazioni rilasciate dall’ex Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini ed è stata pubblicata sabato scorso sulla ‘ Nazione’. La Gelmini fu sentita il 24 febbraio scorso dal Procuratore capo di Siena Tito Salerno e dai pm Antonino Nastasio e Francesca Firrao in merito alla elezione a Rettore dell’ateneo senese del Professor Angelo Riccaboni avvenuta nel luglio 2010 e di cui il Ministro firmò il Decreto di nomina dopo un primo ripensamento. L’indagine riguarda 10 persone, tutti membri della Commissione che procedette alla nomina e il reato contestato è quello di falso ideologico di pubblico ufficiale in atto pubblico. In pratica si è scoperto che nessun membro elettore della Commissione incaricata della nomina, era stato identificato. La Gelmini è stata sentita come persona informata dei fatti e come titolare del Ministero dell’Istruzione che nella vicenda è parte lesa: in particolare gli inquirenti le hanno domandato in merito al suo primo ripensamento a firmare il Decreto di nomina che bloccò inizialmente l’iter, a cui poi però seguì, a distanza di pochi giorni, la nomina effettiva e definitiva di Riccaboni. La Gelmini ha chiarito che la nomina del Rettore era un atto dovuto, in specie viste le gravose condizioni economiche in cui gravava l’ateneo senese ed ha sottolineato che non è compito del Ministro il controllo in merito alle procedure elettorali che determinano un risultato sottoposto alla firma ministeriale. In merito al suo primo ripensamento sulla nomina, ha spiegato che mentre si accingeva a firmare il Decreto, giungevano agenzie che parlavano dell’apertura di un’inchiesta su quella elezione e di avvisi di garanzia in arrivo: queste notizie misero sull’altolà il Ministro che preferì attendere qualche giorno per potersi consultare con il suo capo di Gabinetto, l’avvocato Nunziata. Da quanto riferito, lo stesso legale avrebbe rassicurato la Ministra Gelmini sulla nomina, spiegandole anzi che laddove si fosse opposta, si sarebbe potuto configurare un rifiuto di atti d’ufficio con relativa richiesta di risarcimento danni. Infine la Gelmini ha chiarito che se avesse saputo che alcune irregolarità in effetti c’erano state, non avrebbe firmato il Decreto. Ha inoltre evidenziato di non aver ricevuto alcun tipo di pressione per quella nomina. Nelle prossime settimane, probabilmente, i pm chiederanno il rinvio a giudizio per i 10 indagati.

ANDREA DATTILO

D:Cosa prevede il reato di falso ideologico di pubblico ufficiale?

R: Il reato di falso in atto pubblico commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio si divide nelle due diverse forme del falso materiale e del falso ideologico. Nel primo caso la falsificazione riguarda l’alterazione dell’autore dell’atto pubblico o una modifica successiva alla sua formazione, mentre il falso ideologico riguarda il contenuto ideale che risulta non veritiero (nell’atto cioè sono contenute attestazioni o dichiarazioni non veritiere). Per il falso ideologico, come in questo caso, la pena è della reclusione da 1 a 6 anni.

D: Se la Ministra Gelmini non avesse firmato la nomina sarebbe stato davvero il reato di rifiuto di atti d’ufficio?

R: Astrattamente sì, nelle forme del reato di omissione di atti d’ufficio; ma occorrerebbe capire quanto era conoscibile la non correttezza della procedura. Il reato di omissione di atti d’ufficio, infatti, si ha laddove un pubblico ufficiale non compia l’atto del suo ufficio o non risponda esponendo le ragioni del ritardo entro trenta giorni dalla richiesta in forma scritta di chi ne abbia un interesse ed è punito con la reclusione fino ad un anno o con una multa fino a 1000 euro. Ovviamente deve essere un atto dovuto e non di un atto che, come potrebbe essere in questo caso, non si sarebbe dovuto compiere in quanto conoscibili le ragioni della non correttezza della nomina.

AVV.TOMMASO ROSSI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply