G8 di Genova: due dei condannati per le devastazioni risultano irreperibili

GENOVA, 16 LUGLIO ’12 – Risultano irreperibili due dei cinque no-global condannati in via definitiva per le devastazioni del G8 di Genova del 2001. La sentenza, pronunciata qualche giorno fa dalla Prima Sezione Penale della Cassazione (http://www.fattodiritto.it/g8-di-genova-cinque-noglobal-subito-in-carcere-per-gli-altri-rinvio-in-appello/), aveva disposto l’ordine di carcerazione per Alberto Funaro, 10 anni e sei mesi, Marina Cugnaschi, 12 anni e tre mesi, Ines Morasca, sei anni e sei mesi, Vincenzo Vecchi, 13 anni, Francesco Puglisi, 15 anni. Al momento però il provvedimento è stato eseguito solo nei confronti di Funaro e Cugnaschi, sospeso per la Morasca che ha una bambina piccola, mentre Puglisi e Vecchi non sarebbero stati ancora trovati dalle forze dell’ordine. Francesco Puglisi, 38 anni originario di Catania detto “Molotov”, era stato arrestato nel 2000 per detenzione di esplosivi; Vecchi, anarchico sulla quarantina residente a Milano, era finito in manette nel 2006 per aver partecipato a scontri tra centri sociali e forze dell’ordine. Nel caso in cui i due continuino a risultare introvabili le forze dell’ordine hanno l’obbligo di comunicarlo all’autorità giudiziaria che li dichiarerà latitanti.

ELEONORA DOTTORI

D: Che cosa si intende per latitana?Quali conseguenze per Vecchi e Puglisi nel caso in cui vengano considerati latitanti?

R: Il nostro ordinamento  considera “latitante” il soggetto che si sottrae volontariamente ad un ordine di carcerazione per una pena definitiva o, nel caso di indagati,  ad una ordinanza applicativa di misura cautelare custodiale (compresi gli arresti domiciliari)  o dell’obbligo di dimora. La latitanza non costituisce un autonomo reato ma è un’aggravante qualora nel periodo di latitanza si commettano altri reati e si differenzia dall’evasione che invece consiste nel fatto che in quest’ultima ipotesi la restrizione della libertà personale è già avvenuta ed il soggetto si sottrae ad essa. Inoltre mentre lo status di latitante deve essere dichiarato con apposito provvedimento dopo che le ricerche effettuate dalla polizia giudiziaria risultano infruttuose, per l’evaso ciò non serve. Se una persona latitante si costituisce spontaneamente potrebbe essere una circostanza valutabile positivamente dall’autorità giudiziaria anche se poi la questione dovrà essere valutata caso per caso.
Per quanto riguarda la latitanza, al fine di agevolare le ricerche il giudice o pm può anche usare lo strumento delle intercettazioni ed una volta dichiarata la latitanza (quando il giudice ritiene le ricerche esaurienti) gli effetti processuali di tale stato operano soltanto nel procedimento penale per il quale è stato dichiarato.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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