G8 di Genova: cinque noglobal subito in carcere, per gli altri rinvio in Appello

GENOVA, 14 LUGLIO ’12 – “Genova, quella giornata di luglio, d’un caldo torrido d’Africa nera. Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera”. Con queste parole il cantautore Francesco Guccini descrive benissimo i giorni del 20 e 21 luglio 2001 quando la città ospitava il G8. Una Genova devastata, macchiata di sangue, umiliata dai vandali. È proprio su questo aspetto che si è trovata a decidere la Prima Sezione Penale della Cassazione davanti alla quale sono finiti dieci no-global. Per cinque di loro la pena è stata annullata con rinvio in Appello, volta a valutare se non siano state concesse attenuanti generiche cioè se abbiano agito perché incitati dalla protesta, mentre per i restanti si apriranno le porte del carcere. Di questi ultimi fanno parte Alberto Funaro e Ines Morasca, condannati rispettivamente a dieci anni e sei anni e sei mesi, Vincenzo Vecchi, Marina Cugnaschi e Francesco Puglisi (13 anni, 12 anni e tre mesi, 15 anni). Per questi ultimi tre, comunque, la Cassazione ha annullato senza rinvio alcuni capi della sentenza e di conseguenza beneficeranno di uno sconto di pena perché sarebbe stata annullata la condanna per detenzione di molotov. La Cassazione ha quindi accolto le richieste del sostituto procuratore generale Piero Gaeta che ha sottolineato come “fu messa in discussione la vita pacifica dei genovesi” e ricordato che “le strade furono disselciate per lanciare le pietre, le vetrine rotte per introdurvi le molotov, i bancomat sfondati per rubare i soldi e i cassonetti usati come trincee urbane”. Nei confronti di tutti gli imputati una parte della pena è coperta dal condono.

ELEONORA DOTTORI

D: Quando una parte della pena viene condonata?

R: Condonata significa che è stato applicato l’indulto. L’indulto è un atto di clemenza generale che viene fatto una tantum dal governo soprattutto per finalità di deflazione delle carceri. L’indulto provoca l’estinzione del reato.
L’ultimo indulto è stato fatto nel 2006, per reati commessi fino al maggio del 2006 nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole o congiunte a pene detentive, con alcune esclusioni per determinate tipologie di reato.

D: Cosa significa “annullamento con o senza rinvio”?Quando e perché non viene concesso il rinvio da parte della Cassazione?

R: La Corte di Cassazione decide sulla base degli atti a sua disposizione senza valutare il merito dei fatti ma la legittimità, cioè l’aderenza alla legge e la logicità della motivazione di una sentenza (come in questo caso)  di un’ordinanza impugnata. La Cassazione può confermare il provvedimento che diventa definitivo, oppure annullarlo, in tutto o in parte. L’annullamento può essere senza rinvio, ed è la stessa Cassazione ha procedere all’irrogazione del provvedimento che ritiene necessario; oppure con rinvio al Giudice che ha pronunciato il provvedimento, che deve provvedere uniformandosi ai principi di diritto decisi dalla Cassazione nella sentenza di annullamento.

Più nello specifico, l’annullamento  senza rinvio si verifica in diverse ipotesi tra cui  se il fatto non è previsto dalla legge come reato, se il reato è estinto, se l’azione penale non doveva essere iniziata o proseguita, se il reato non appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, se il provvedimento contiene disposizioni che eccedono i poteri della giurisdizione, se la decisione impugnata consiste in un provvedimento non consentito dalla legge, se la sentenza è nulla in relazione ad un reato concorrente o  in relazione ad un fatto nuovo, se la condanna è stata pronunciata per errore di persona, se vi è contraddizione fra la sentenza o l’ordinanza impugnata e una anteriore della stessa persona sul medesimo oggetto, pronunciata dallo stesso o da un altro giudice penale, se la sentenza impugnata ha deciso in secondo grado su materia per la quale non è ammesso l’appello. L’annullamento senza rinvio viene disposto anche  ogni altro caso in cui la Corte ritiene superfluo il rinvio o può essa stessa procedere alla determinazione della pena o dare i provvedimenti necessari.

D: La sentenza diventa esecutiva solo dopo il deposito delle motivazioni?

R: No la sentenza diventa esecutiva esauriti i termini per impugnare o i gradi di giudizio, in ogni caso dopo che la Procura competente emette ordine di esecuzione.

AVV.TOMMASO ROSSI

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