Furbi contro il Fisco: arrestati 32 falsi-invalidi e una contadina-psicologa

NAPOLI e TORINO, 2 FEBBRAIO ’12 – E’ l’Italia dei furbi, quelli che dall’estremo nord fino al profondo sud “ci provano”, sperando che il Fisco e i suoi ispettori non si accorgano di loro. Invece l’Erario attraverso l’ufficio dei Tributi, la Guardia di Finanza e i Carabinieri, questi furbetti li scoprono (quasi) sempre. Oggi in due distinte operazioni, l’una a Napoli da parte dei carabinieri e l’altra a Torino, della Guardia di finanza, sono state arrestate 33 persone. Ci provavano tutte. Ed è andata loro male.  A Napoli sono finite nei guai 32 persone per truffa aggravata ai danni dello Stato, contraffazione di pubblici sigilli e falso. Il classico imbroglio dei falsi invalidi. I militari del comando provinciale di Napoli – nel corso di indagini coordinate dalla Procura – hanno scoperto che i 32 arrestati avevano riscosso pensioni di invalidità con accompagnamento che non spettavano loro, per oltre un milione di euro. Quest’ultimo blitz dell’Arma fa parte di un più ampio filone d’indagine della Procura della Repubblica di Napoli, che finora ha portato all’arresto di 201 persone e al sequestro di beni per un valore di cinque milioni. Le indagini continuano, per scoprire altri “furbi” e denunciare altri illeciti.
A Torino invece, a essere smascherata è una donna di 65 anni, residente in una elegante dimora nella campagna di Asti. La reggia di una donna che aveva partita Iva per attività nel settore agricolo, con redditi dichiarati negli ultimi anni, di poche migliaia di euro consoni dunque alla vita di una contadina. Il suo inganno è stato però scoperto grazie alla testimonianza di un paziente di quella finta contadina che in realtà faceva la psicologa. Il cliente non ricevendo la ricevuta fiscale del pagamento (salato) di un ciclo di psicoterapie che gli erano costate 80 euro a seduta, l’ha denunciata alla Guardia di finanza di Asti con un esposto. La donna si faceva pubblicità tramite Internet e su un sito promuoveva il suo studio, le pratiche terapeutiche usate e alcune tecniche orientali di meditazione. Dalle indagini condotte dalle Fiamme gialle è emerso che la donna adesso ha cittadinanza italiana, ma si è laureata 15 anni fa in uno stato europeo dell’ex Jugoslavia e avrebbe mai ottenuto il riconoscimento dei titoli in Italia. La sedicente psicologa aveva anche dichiarato tramite il sito internet di essere la rappresentante per il Piemonte di un Istituto toscano specializzato in una particolare branca della psicologia: ma i responsabili veri dell’Istituto l’hanno smentita. I finanzieri hanno denunciato la donna per esercizio abusivo della professione e stanno ricostruendo gli effettivi introiti dell’attività svolta irregolarmente, mai dichiarati. Le indagini sono dunque ancora in corso.

TALITA FREZZI

D: In che consiste l’accusa di esercizio abusivo della professione?

R:Il reato di esercizio abusivo della professione medica è disciplinato dall’art. 348 c.p e  punisce chiunque esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato senza esserne in possesso. La pena prevista è la reclusione fino a 6 mesi oppure in alternativa la multa da 103 a 516 euro.

D: In che consiste il reato di contraffazione di pubblici sigilli? E il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato?

R: Il primo reato punisce con la multa da 1 a 5 anni (oltre una multa) chi contraffà il sigillo di un ente pubblico o di un pubblico ufficio oppure,non concorrendo nella contraffazione, fa uso del sigillo contraffatto. Medesima pena è prevista per chi compie la contraffazione di altri strumenti destinati alla pubblica autenticazione o certificazione o ne faccia semplicemente uso.

Il reato di truffa invece punisce chi, con artifici o raggiri, induce taluno in errore procurandosi per sé o per altri un ingiusto profitto con altrui danno ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.Quando peròla truffa è in danno dello Stato o di altro ente pubblico si versa nell’ipotesi aggravata punita dal nostro codice con la pena della reclusione da 1 a 5 anni oltre una multa.

D: Gli evasori accertati sono tenuti a restituire i redditi non dichiarati?

R: L’ Agenzia delle Entrate può e di fatto agisce in via esecutiva nei confronti degli evasori accertati per il recupero dei crediti.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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