Frase choc su Facebook di un consigliere leghista: ‘per gli immigrati servono i forni’


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SAVONA, 9 GENNAIO ’12 – A sentire quelle parole si raggela il sangue ricordando gli anni più neri dell’umanità. Ora il consigliere comunale leghista di Albenga, Mauro Aicardi, chiede scusa a tutti cercando di spiegare che la frase, condivisa sulla sua bacheca di Facebook, non rifletteva in alcun modo il suo pensiero e parla di ‘battuta di pessimo gusto’ figlia non di una seria riflessione, ma solo dell’estemporanea esasperazione dopo una rapina compiuta da due magrebini nei giorni scorsi nella città ligure. Ma come si sa, scripta manent ed anche se il consigliere s’è affrettato a rimuovere quell’odioso commento dalla sua bacheca, le reazioni sdegnate non sono mancate. Aicardi ha ribadito di non voler risultare razzista ne’ di voler discriminare nessuno, ma di prendersela con i criminali, pregiudicati e clandestini, di qualsiasi razza e origine confermando che molti cittadini provano la sua stessa insofferenza.
Il sindaco leghista di Albenga, Rosalia Guarnieri, getta acqua sul fuoco e parla di attacco feroce ed eccessivo nei confronti del consigliere comunale, gli fa eco il capogruppo della Lega, Sergio Savorè, secondo cui il caso può ritenersi chiuso dopo che Aicardi ha chiarito chiedendo scusa ed ha poi ribadito che gli attacchi mediatici ( ha parlato di ‘gogna mediatica’) contro il consigliere sono da ritenere ingiusti e strumentali.
A segnalare la frase, sono stati alcuni esponenti di Futuro e Libertà di Albenga che denunciando l’episodio hanno parlato di ‘ inaccettabile istigazione all’odio razziale’, mentre il PD locale ha chiesto le dimissioni del consigliere, invitando il sindaco a dissociarsi e a condannare quelle parole xenofobe e razziste pronunciate sul web. Il segretario cittadino, Alessandro Andreis, ha ipotizzato anche una mozione di sfiducia vista la gravità delle affermazioni di contro alla superficialità con cui sono state pronunciate ed ha invitato il consigliere Aicardi a prendere parte alle commemorazione durante la prossima giornata della Memoria che si terrà il 27 gennaio, anniversario della liberazione di Auschwitz.

ANDREA DATTILO

 

D: A prescindere dalle conseguenze politiche, il consigliere potrebbe essere querelato per quella frase infelice? Il pronunciare frasi razziste, integra una qualche fattispecie di reato?

R: Per le offese rivolte agli ebrei e per la diffusione di idee antisemite e xenofobe il politico potrebbe essere accusato del reato di istigazione all’odio razziale previsto dalla c.d.legge Mancino.. La legge c.d. Mancino (n. 205/1993) prevede che, salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. E’ altresì vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza cosi come sono puniti coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi. La legge Mancino prevede poi all’articolo 3 la c.d. aggravante razziale secondo cui per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà.

AVV.TOMMASO ROSSI

 

 

 

 

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