Francia: seno esplosivo, aperta un’inchiesta sul silicone killer


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PARIGI, 22 DICEMBRE ’11 – E’ stato l’amico di molte donne, quell’artificio capace di rendere giunonica e generosa la bellezza. Un piccolo intervento, un risultato estetico per la vita. Ma non è più così, l’illusione della bellezza plastificata s’è infranto contro una verità che si riflette in un’inchiesta giudiziaria per ferite e omicidio colposo. In Francia si indaga sulle protesi al seno killer. Sembra che una particolare casa produttrice del miracoloso artificio di bellezza sia indagata perché le sue coppe di silicone producano effetti nocivi sulla salute della paziente nella quale vengono impiantate. Trentamila donne illuse dalla chirurgia estetica per avere una misura in più al seno, dovranno ora rimuovere le protesi, considerate cancerogene. La notizia è apparsa sul quotidiano Liberation. Le autorità sanitarie francesi a seguito di otto casi di cancro segnalati su pazienti che portavano le protesi difettose della casa produttrice PIP, hanno richiamato 30.000 donne affinché si facciano rimuovere le protesi al seno. “Le protesi – si legge ancora su Liberation – concepite a partire da un gel non conforme, possono strapparsi e provocare, oltre a delle infiammazioni, dei tumori”. Otto casi di cancro sono stati segnalati su pazienti che portavano delle protesi PIP difettose, come riferito lo scorso 15 dicembre dal professor Jean-Yves Grall, responsabile del Ministero della Salute. Il governo francese ha annunciato un piano d’azione urgente sulle protesi, le donne devono tornare dal chirurgo e rimuovere le protesi. “Se si tratta di un’urgenza sanitaria e di salute pubblica – fa sapere il portavoce del governo – la nuova operazione sarà a carico dello Stato”. Sono state presentate oltre 2.000 denunce da parte delle donne che portavano protesi di tipo PIP. Intanto la giustizia francese ha aperto un’inchiesta per ”ferite e omicidio colposo”.

TALITA FREZZI

D: Quando vengono utilizzate le protesi mammarie?

R: Le protesi mammarie vengono utilizzate in chirurgia estetica per aumentare il volume dell’organo  e in chirurgia ricostruttiva oncologica dopo mastetcomia (asportazione completa  della mammella) per patologia tumorale.

D: Come sono composte le protesi?

R: La maggior parte delle protesi al seno (90% circa) sono costituite da un involucro di silicone riempito da gel al silicone. Da anni tali protesi sono “osservate speciali” per i loro ipotetici effetti avversi. Già nel 1992 la FDA Americana aveva posto una moratoria sulle protesi al silicone limitandone l’uso solo alla ricostruzione dopo  mastectomia  e nelle malformazioni; dal 2006 ne consentiva l’uso anche per motivi estetici  ma solo relativamente a quelle prodotte da due sole aziende  che avevano  superato i vari passaggi imposti dalla commissione di vigilanza.

D: Esiste una “lista” come per gli stupefacenti o per i farmaci dannosi, di protesi da non utilizzare perché potenzialmente nocive?

R: In Italia è previsto un registro delle protesi mammarie e ne è vietato l’uso nelle minorenni. Le  protesi  attualmente sotto accusa in Francia sono prodotte dalla società Pip (Poly Implants Protheses) e  già nel marzo 2010 avevano evidenziato  il difetto  di “esplodere”, cioè facilità alla rottura tanto che le Autorità francesi ne avevano disposto il ritiro dal commercio. In seguito a ciò, in Italia il Ministero della Salute nell’aprile dello stesso anno, invitava gli operatori a non utilizzare i dispositivi in oggetto e tenerli in quarantena in attesa di dati più precisi.

D: In che consiste il pericolo delle protesi PIP?

R: Il maggior difetto delle protesi PIP sembra sia rappresentato dall’utilizzo di un silicone destinato ad usi industriali; inoltre avrebbero mostrato una particolare fragilità con rischio di strapparsi e diffondere così  la sostanza tra i tessuti. Ciò sicuramente provoca infiammazione ed ora, dopo gli otto casi verificatisi in Francia, sembrerebbe anche tumori al seno.

D: In Italia quanto è diffuso l’uso del silicone?

R: Nel nostro Paese si stimano circa 4 -5 mila protesi utilizzate (un numero piuttosto basso rispetto alle circa 30 mila della Francia); comunque il Ministro della Salute  Renato Balduzzi ha urgentemente convocato il Consiglio Superiore della Sanità per stabilire il da farsi. Il Governo Inglese, invece, è cauto e per ora non prenderà provvedimenti in merito in quanto in Inghilterra, ove si stimano circa 50 mila protesi utilizzate, non è stata evidenziata la connessione con il tumore.    

DOTT.GIORGIO ROSSI

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