Focus: Gli stupefacenti e l’uomo nei secoli. 9^ Puntata – Dalla coca alla cocaina


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II PARTE –  COCAINA, VIN MARIANI E COCACOLANel 1860 Albert Niemann riuscì ad isolare una sostanza dalle foglie di coca, cui diede il nome di cocaina. Subito molti scienziati europei e americani cominciarono a studiare gli effetti stimolante che avevano sulla psiche la cocaina e le foglie di coca.
Humboldt, Markham e l’italiano Mantegazza descrivono con chiarezza gli effetti provocati dalla sostanza ne “Le proprietà igieniche e medicinali della coca”.
Mantegazza descrive così le proprie esperienze: “sulle ali formate da due foglie di coca ho percorso 77348 mondi, gli uni più magnifici degli altri. Il buon Dio ha vuto torto ad arrangiare le cose in modo che l’uomo possa vivere senza masticare della coca. Io preferirei dieci anni di vita con la coca che duemila secoli di vita senza la coca”. Nel 1880 le foglie di coca entrarono nel Prontuario Farmaceutico degli Stati Uniti, mentre la cocaina fu approvata come medicinale nel 1890.
Sei anni prima in Europa, il giovane neurologo Sigmund Freud cominciò ad applicare i suoi studi sulla sostanza, che raccomandava come un vero toccasana per molte malattie, tra cui la depressione della quale era afflitto e che iniziò a curarsi con dosi di cocaina. Nello stesso anno Koller, oculista amico di Freud, iniziò ad usare la coxaina come anestetico locale. Nel 1884 il chirurgo americano Hasted dimostrò la capacità della cocaina di fermare l’attività nervosa e la utilizzò nella prima anestesia tronculare. L’uso si diffuse anche tra gli scrittori: si dice che R.L.Stevenson avesse ideato i personaggi di Dr.Jeckill e Mr.Hyde riferendosi ai due opposti effetti della cocaina prescrittagli da Freud contro la tubercolosi.

L’oculista cocainomane Sir Arthur Conan Doyle racconta dell’uso della cocaina fatto dall’ispettore Sherlock Holmes, celebre personaggio del suo romanzo: “… ed ecco il perché della cocaina. Non posso vivere senza far lavorare il cervello… A che serve, dottore, possedere doti, se poi manca la possibilità di sfruttarle?”.

Verso la fine del diciannovesimo secolo, il giovane chimico Angelo Mariani realizzò un vino a base di coca, “il Vin Mariani”, che ebbe subito un grande successo tra i cantanti d’opera e i musicisti come rimedio contro il mal di gola e come stimolante, tanto da far ottenere al suo inventore la medaglia dell’Accademia Medica di Francia.

Lo zar, i sovrani inglesi, svedesi e norvegesi, il re Norodom di Cambogia, il generale dell’esercito inglese e persino il Papa Leone XIII, nonché molti scrittori come Dumas, Verne, Zola, Ibsen erano assidui fruitori del “Vin Mariani”. Si diffusero altre bevande a base di coca, come il “Cocabuton” e il “Thè della salute Incas”, per molti anni disponibile nei supermercati degli Stati Uniti. Pemberton lanciò nel mercato Usa la “French Wine Coca”, indicata come ottimo tonico e stimolante nervoso. A seguito della messa al bando dell’alcol con l’affermarsi del Proibizionismo, Pemberton fu costretto a modificare la sua bevanda ottenendo la Coca-Cola, prodotto con estratto non alcolico di foglie di coca e noci di cola africana, disciolta in uno sciroppo di caramello. Nei primi del ’900 la cocainomania era divenuta una vera e propria epidemia, coincisa con i problemi economici, sociali e morali che seguono alla fine della prima guerra mondiale. La cocaina era usata inizialmente dalle elite culturali di artisti e intellettuali per ottenere un’esaltazione delle proprie capacità, dai malati in cerca di sollievo, dalle donne come eccitante sessuale, ma poi si diffuse fra tutti gli strati della popolazione come ausilio per sfuggire alla realtà della vita. I risultati di studi medici e scientifici indussero i governi americani a proibire l’uso della cocaina: nel 1906 la Coca-Cola dovette modificare la propria ricetta sostituendo alla cocaina la caffeina; Freud fece una decisa marcia indietro riguardo ai giudizi lusinghieri da lui precedentemente espressi sulla cocaina; il Dr.Mariani finì in miseria e morì in povertà nel 1914, l’anno in cui l’Harrison Narcotic Art classificò la cocaina e le foglie di coca tra i narcotici.

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