Focus: Gli stupefacenti e l’uomo nei secoli. 8^ Puntata- Le Guerre dell’oppio e il proibizionismo


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III PARTE – LE GUERRE DELL’OPPIO.
La presenza dell’oppio in Cina è documentata a partire dal VIII secolo, ad uso prettamente medico. Con l’avvento della dinastia Ming (1368-1698) si sviluppò l’uso dell’oppio per pura evasione e per scopi mistici, poiché favoriva gli stati meditativi nel Taoismo, religione improntata alla ricerca di una quiete naturalistica data dall’unione mistica con un infinito immanente. Anche a causa del fatto che nel 1644 l’imperatore Tsung Chen proibì il commercio e l’uso del tabacco, si diffuse uan ancora grave epidemia: quella dell’abuso di oppio. L’Imperatore Yung Chiang tentò di contrastarla punendo con la pena di morte l’uso e lo spaccio. Negli stessi anni cresce in Inghilterra l’uso del thè, prodotto importato dalla Cina e in cambio del quale i cinesi accettavano solo argento. Quando le riserve inglesi di argento stavano esaurendosi, i cinesi cominciarono ad essere pagati con l’oppio della vicina India, nonostante fosse bandito, grazie alla corruzione dei funzionari cinesi.

L’Inghilterra con la East Indian Company perviene alla conquista commerciale della Cina e l’oppio si impone in tutti gli strati della popolazione. La Cina può vantare un inglorioso primato mondiale: 10 milioni di oppiomani. L’imperatore cerca mediante una politica fortemente proibizionistica di controllare il fenomeno; nel 1840 prendendo a pretesto la distruzione di un carico d’oppio, gli inglesi attaccano la Cina e in due anni la costringono alla resa, ottenendo con il Trattato di Nanchino, la cessione di Hong Kong più un cospicuo risarcimento danni. Nel 1856 scoppia la seconda guerra dell’oppio tra Cina e Inghilterra, alleata con gli Stati Uniti e la Francia, che si risolve con la pace di Tien-tsin che segna la resa dei cinesi e la legalizzazione del commercio dell’oppio.

IL PROIBIZIONISMO NEGLI STATI UNITI.

A livello internazionale tutti gli stati videro come unica risoluzione del problema il controllo e la proibizione. I primi a muoversi in tal senso furono gli Stati Uniti. Nel 1912, con la Convenzione Internazionale dell’Aja, si sottopone l’uso dell’oppio al controllo medico, con prescrizione obbligatoria. Nel 1914 gli Usa, conformandosi alle direttive della Convenzione dell’Aja, introducono L’Harrison Narcotic Art, che prevedeva la registrazione e il pagamento di un’imposta per tutti coloro che trattavano sostanze incluse nella tabella. Va da ultimo ricordato che tra la fine dell’800 e i primi del ’900 si diffuse negli Stati Uniti una sorta di “razzismo farmacologico” contro la grande comunità di immigrati cinesi, accusati di lavorare sottocosto e senza orari, grazie all’ausilio dell’oppio. Nel 1887 il Congresso vara un provvedimento che vietava l’importazione di oppio ai cinesi ma non agli americani; si diffondono inoltre molti scritti di consumo popolare, tra cui merita menzione il “Dottor Fu Manchu” di Sax Rohmer, storia di un cinese che aspira a conquistare il mondo dei bianchi mediante le droghe.  

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