Finanziamento pubblico ai partiti, ora si cambia.

MILANO, 10 APRILE ’12 – Finanziamento pubblico ai partiti? E’ ora di voltare pagina. Dalla prossima settimana sono in arrivo nuove norme. L’indiscrezione arriva dopo il tam-tam di telefonate tra il segretario del Pdl Angelino Alfano, il segretario del Pd Pierluigi Bersani e il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, che hanno dato incarico ai loro rappresentanti di predisporre una bozza delle norme già per mercoledì. Norme urgenti, che fanno appello al controllo e alla trasparenza del finanziamenti ai partiti. Effetto, forse, dello scandalo che ha travolto la Lega nord e la famiglia Bossi. Intanto il Pdl fa sapere, attraverso una nota diramata agli organi d’informazione dall’ufficio stampa, che nella giornata di giovedì le norme potranno essere presentate alle altre forze parlamentari per una comune valutazione. Negli stessi giorni, si verificherà il percorso di approvazione più efficace e rapido. “La decisione di varare con rapidità nuove norme per la trasparenza dei bilanci dei partiti è più che opportuna – si legge ancora nella nota del Pdl firmata dai capigruppo Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto – a tal fine il Pdl proporrà di procedere in commissione in sede legislativa, per garantire tempi rapidi sia alla Camera che al Senato”.

TALITA FREZZI

D: Spesso si sente parlare di finanziamenti illeciti ai partiti. Che cosa si intende per finanziamento illecito?

R: La legge 195/1974 all’art. 7 vieta i finanziamenti o i contributi, sotto qualsiasi forma ed in qualsiasi modo erogati, da parte di organi della pubblica amministrazione, di enti pubblici e di società con partecipazione di capitale pubblico (superiore al 20%), a favore di partiti, loro articolazione e di gruppi parlamentari.
Sono vietati altresì i finanziamenti di partiti da parte di società non comprese tra quelle sopra dette, salvo che tali finanziamenti o contributi siano stati deliberati dall’organo sociale competente e siano regolarmente iscritti in bilancio (purchè non siano comunque vietati dalla legge). Per chi corrisponde o riceve contributi in violazione dei divieti sanciti è prevista la pena della reclusione da 6 mesi a 4 anni e della multa fino al triplo delle somme versate in violazione della presente legge.L’art. 4 della legge 659/1981 e successive modifiche hanno esteso l’ipotesi di reato di cui al suddetto art. 7 anche ai finanziamenti e contributi in qualsiasi forma o modo erogati, anche indirettamente, ai singoli membri del Parlamento nazionale oltre che ai membri italiani del Parlamento europeo, ai consiglieri regionali, provinciali e comunali, ai candidati alle predette cariche, ai raggruppamenti interni dei partiti politi e a tutti altri soggetti elencati nella norma.

AVV.TOMMASO ROSSI

 

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