Finale degli Europei al Circo Massimo: lanciati petardi e fumogeni, sventolata una bandiera con la svastica

ROMA, 2 LUGLIO ’12 – Al Circo Massimo la partita non l’hanno vista tutta. Già, perché il maxischermo installato per i 500mila tifosi nella Capitale è stato spento prima del termine dell’incontro quando, dopo il momentaneo vantaggio della Spagna, sono stati lanciati fumogeni e petardi che hanno colpito alcuni operatori, rimasti fortunatamente illesi. Durante il primo tempo della partita è stata sventolata una bandiera con la svastica accanto a quella tricolore. Un ragazzo romano di 23 anni, Enrico Zaccardi, è stato individuato dalla Digos mentre inneggiava al duce e quindi denunciato per apologia di reato. Il giovane era già noto alle forze dell’ordine per i suoi legami con l’estrema destra. A casa sua gli agenti avrebbero trovato altro materiale inneggiante al fascismo e oggetti atti ad offendere. Anche un altro romano, Ivan Simoncini di 19 anni, è stato arrestato. Si trovava accanto a Zaccardi quando le telecamere lo hanno ripreso mentre lanciava oggetti verso il maxischermo. Altri ragazzi dello stesso gruppo, tra cui una donna, sono stati identificati e denunciati perché trovati in possesso di materiale pirotecnico. Disordini non solo a Roma ma anche a Milano, in piazza Duomo, dove si erano radunate 60mila persone. Al centro della piazza in molti hanno cominciato a correre travolgendo altre persone, alla fine i feriti erano una decina.

ELEONORA DOTTORI

D:Che cosa prevede la XII disposizione finale della nostra Costituzione?

R: Vieta la riorganizzazione , sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

D: Esiste il reato di apologia del fascismo?

R:L’apologia del fascismo è un reato previsto da una legge del 1952 denominata Legge Scelba che, in attuazione dell’art. XII sopra citato, indica come reato la condotta di chi faccia propaganda per la costituzione di un’associazione o un gruppo con caratteristiche medesime al disciolto partito fascista o di chi pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. La norma fu oggetto di un vaglio della Corte Costituzionale, che nel 1956 ne ridisegnò i confini limitando il reato solo alla condotta di«esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista», cioè in una istigazione indiretta a commettere un fatto rivolto alla detta riorganizzazione e a tal fine idoneo ed efficiente e non anche ad una mera difesa elogiativa.

D: Cosa prevede la c.d. Legge Mancino?

R: La legge c.d. Mancino (n. 205/1993) prevede che, salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. E’ altresì vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza cosi come sono puniti coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi.

La legge Mancino prevede poi all’articolo 3 la c.d. aggravante razziale secondo cui per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà.

L’Italia ha anche aderito nel 1976 alla “Convenzione internazionale sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale”, aperta alla firma a New York nel 1966.

AVV.TOMMASO ROSSI

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