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Fermo,Macerata e Fabriano: arresti e scoperta di nuova droga sintetica

Posted by on nov 24th, 2011 and filed under Archivio Regionale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

MACERATA, 24 NOVEMBRE 2011 – Inseguimento con le forze dell’ordine a Macerata che avevano individuato due persone sospette e bordo di un auto. Ma il civitanovese di 22 anni, F.L. E il compagno algerino, senza permesso di soggiorno, S.N. non si sono fermati all’alt dei militari che li avevano individuato nel centro del capoluogo. Da qui ha preso il via un lungo inseguimento con i malviventi che più volte hanno provato a colpire la volante dei militari cercando di mandarla fuori strada. Ma è stata proprio l’auto condotta dal 22enne a perdere il controllo e finire contro il guardrail. Sul posto l’immediato arrivo anche di un’altra pattuglia. Intervento che di lì a poco si sarebbe reso quantomai utile visto che l’algerino, invece che rassegnarsi all’epilogo dell’inseguimento, ha aggredito uno degli agenti prima di essere immobilizzato dagli altri colleghi. La successiva perquisizione dell’auto ha permesso alle forze dell’ordine di rinvenire un bilancino per pesare la droga, ma delle sostanze nessuna traccia. Il sequestro di un chilo circa di cocaina e di quasi 400 grammi di eroina a Fermo hanno portato all’arresto di due pakistani di 33 e 27 anni. I due sono stati trovati in possesso anche di denaro, probabilmente legato all’attività dello spaccio che viste le quantità rinvenute doveva coprire un bel canale. A Fabriano invece importante operazione della Polizia che ha sequestrato una considerevole quantità di destropropossifene, una droga sintetica poco costosa che rappresenta quasi una novità nel mercato degli stupefacenti nel nostro paese. La sostanza arriva dall’India e può essere somministrata per endovena o per via orale accompagnata da bevande alcoliche, un mix micidiale. Il destropropossifene, illegale negli Stati Uniti e in Europa, viene consumato soprattutto da giovani ai quali provoca depressione, forte dipendenza e perfino alla morte per overdose. Proprio per via della poca notorietà di questa sostanza nel nostro paese e della sua pericolosità l’operazione della polizia assume un significato molto importante.

ELEONORA DOTTORI

D: Il bilancino può essere una prova sufficiente per l’accusa di spaccio di droga?

R: Risposta difficile…..se trovato in concomitanza con il rinvenimento di un quantitativo di sostanza, può essere considerato come un elemento che, aggiunto alla detenzione, fa presumere una destinazione della droga al confezionamento di singole dosi e allo spaccio. Si potrebbe ribattere, in presenza di un quantitativo modesto, che la bilancia possa essere utilizzata dall’acquirente per evitare frodi nel corso dell’acquisto. Alcune sostanze, infatti, hanno costo elevato ed è difficile valutare “ad occhio” se la quantità acquisita corrisponde effettivamente al peso pattuito e pagato. Il giudice, caso per caso, valuterà quale ipotesi si sia verificata tenuto conto della presenza o meno di altri indicatori (tossicodipendenza del soggetto che detiene la droga, sua capacità economica in relazione all’acquisto…etc…). Va detto che il Codice Penale prevede la punibilità del reato “tentato” quando un soggetto compia delle azioni dirette in modo “non equivoco” alla commissione di un crimine: il semplice possesso di un bilancino di precisione, peraltro di libera vendita e utilizzabile per scopi del tutto leciti, da solo non può essere considerato indice dell’intenzione inequivoca di commettere un reato. Un accusatore pignolo, però, potrebbe ipotizzare, in presenza di altri sintomi (rinvenimento di sostanza da taglio, contatti con soggetti dediti all’uso o alla vendita di droga, presenza di materiale per confezionare le dosi, etc.) che si stesse predisponendo il tutto a tale scopo, con relativa incolpazione.

D: Per l’algerino c’è anche l’accusa di aggressione a pubblico ufficiale?

R: Per tutti e due potrebbe ipotizzarsi, come minimo, la resistenza, poichè per suddetto reato basta anche l’atteggiamento meramente passivo del soggetto, volto ad impedire l’azione del Pubblico Ufficiale. La fuga spericolata in macchina, che mette a repentaglio anche l’incolumità degli agenti costretti a manovre ardite per intercettare i fuggitivi, è ormai considerata resistenza attiva: nel caso in questione poi si parla di manovre dirette a far uscire di strada la pattuglia inseguitrice, che integrano perfettamente la fattispecie di reato. Il fatti descritti nell’articolo rientrano, come minimo, nel reato previsto dall’art.337 c.p. (Resistenza a Pubblico Ufficiale), che prevede un’azione fisica volta ad impedire all’Ufficiale l’esecuzione del proprio compito d’istituto, mentre nel caso in cui si cerchi di costringerlo a fare od omettere i propri compiti si ha il differente caso di cui all’art.336 c.p. (Violenza a Pubblico Ufficiale). La pena, per entrambi i reati, va da 6 mesi a 5 anni di reclusione ed è previsto l’arresto immediato, in flagranza.

D: Quali le pene previste per lo spaccio di sostanze stupefacenti?

R: Estremamente severe. Sparita, nell’anno 2005, la distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti, è prevista ora una pena che va da 1 a 6 anni di carcere per i casi meno gravi relativi a dosi modestissime, per arrivare ad una pena di 20 anni per l’ipotesi ordinaria. Le pene sono aumentate in presenza di aggravanti e partono da un minimo di 10 anni se si è organizzata un’associazione a scopo di spaccio dello stupefacente. Alle pene detentive vanno aggiunte le multe che possono arrivare a 260.000 euro, esclusi gli aumenti per le aggravanti! Nel corso degli anni le pene sono state via via aumentate, stante il dilagare della diffusione della droga. Si tenga conto che il Codice Penale, all’art.446 e prima che fosse promulgata la prima legge speciale sulla droga nel 1975, prevedeva una pena massima di appena 3 anni per il reato che veniva definito “Commercio clandestino o fraudolento di sostanze stupefacenti”.

AVV. DAVIDE TOCCACELI

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