Farmaci con cannabinoidi: la Toscana dice si all’uso della cannabis come terapia del dolore

FIRENZE, 4 MAGGIO ’12 – Il consiglio regionale della Toscana approva l’uso di farmaci con cannabinoidi come terapia contro il dolore. La notizia è di quelle sensazionali visto che la Regione si proporne come apripista, votando a favore della prima legge in Italia in questo senso. Come immaginabile i pro e i contro in sede di voto si sono dati battaglia ma alla fine a Palazzo Panciatichi hanno vinto i malati, molti quelli giunti da ogni parte d’Italia per presenziare al voto. Attualmente nel nostro Paese sono un centinaio i pazienti che fanno uso di farmaci con cannabinoidi, come terapia del dolore. L’uso di cannabis legalizzato è possibile grazie a due decreti del 1997 ma sono moltissimi i malati costretti a rivolgersi al mercato nero per poter accedere a questi medicinali oppure al fai da te, con gli evidenti problemi di sicurezza legati a queste pratiche.

Come funziona.

Per prima cosa va detto che questi farmaci saranno utilizzati per la cura di malattie specifiche come la sclerosi multipla, la distrofia muscolare, il glaucoma e la depressione. Le strutture sanitarie avranno il compito di ottenere la cannabis bypassando gli eterni cavilli burocratici che al momento richiedono 4 mesi di attesa. I trattamenti potranno continuare in sede domiciliare. I pazienti dovranno chiedere i farmaci al medico o negli ospedali e poi possono proseguire a casa la terapia. Le strutture sanitarie, entro il loro budget e grazie a questa legge, potranno acquistare pasticche e preparazioni galeniche provenienti dall’Olanda e dalla Svizzera. Il consigliere Enzo Brogi del Pd spiega che l’uso di questi farmaci nei pazienti che soffrono di malattie muscolari, come la distrofia, garantisce una riduzione dell’uso della morfina della metà. Sempre nel Pd Marco Remaschi sottolinea come l’approvazione da parte del consiglio regionale vuole portare i pazienti ad affrontare in maniera più dignitosa alcune patologie specifiche.

I dubbi.

Dubbi su quanto approvato dal consiglio regionale della toscana arrivano dall’Udc, che aveva votato contro insieme al Pdl. Astenuta invece la Lega. “E’ veramente necessario che la Toscana faccia da apripista?”, “Non vogliamo dare una connotazione politica a questo tema, probabilmente c’è stata troppo fretta da parte della Toscana di essere prima della classe”, “Non è la politica a dover decidere se un farmaco è utile oppure no”, sono alcune delle contestazioni a riguardo.

ELEONORA DOTTORI

D: Per quali patologie può essere utile fare ricorso medico alla cannabis?

R: Il principio attivo della cannabis è da tempo riconosciuto come dotato di effetti curativi . Infatti in molti paesi viene prodotto in modo sintetico e considerato un farmaco a tutti gli effetti. Anche in Italia è stato ammesso il suo effetto terapeutico ma ancora è inserito nella tabella delle sostanze stupefacenti e psicotrope . I cannabinoidi dopo una nutrita serie di studi scientifici sono stati riconosciuti efficaci nelle seguenti situazioni patologiche :

-dolore neuropatico , quel tipo di dolore che è provocato da una stimolazione diretta di un nervo , come si può verificare per compressione da un tumore ;

- nausea e vomito indotti da chemioterapia oncologica ;

-contratture muscolari della sclerosi multipla ;

- glaucoma ;

-per stimolare l’appetito nei pazienti terminali affetti da AIDS e demenza ;

- depressione e ansia associate al dolore .

D: In generale come giudica l’uso di questi farmaci?

R: Quanto approvato dalla Regione Toscana apre molte speranze nel mondo scientifico nazionale non solo per la cura dei pazienti bisognosi , ma anche perchè può essere l’inizio di studi clinici controllati che perfezioneranno le conoscenze di tali sostanze migliorandone le indicazioni .

GIORGIO ROSSI

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