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Facebook: 600.000 ladri di identità al giorno

Posted by on ott 31st, 2011 and filed under Focus. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

MILANO, 30 OTTOBRE -E’ divenuto in brevissimo tempo il secondo sito più cliccato al mondo dopo Google: il fenomeno Facebook, il social network creato dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg (divenuto nel mentre il più giovane miliardario al mondo ), non può più essere considerato un fenomeno estemporaneo e oramai la sua diffusione raggiunge ogni angolo del globo.
Circa un miliardo di persone entra su Facebook ogni giorno, ma a quanto pare, circa 600.000 sono ‘clandestini’ ovvero soggetti (per lo più hacker) che riescono ad entrare negli account privati dei singoli utenti per poi estrarne informazioni personali  e dati da poter utilizzare a scopi commerciali e non solo. Molti s’impossessano dell’identità Facebook altrui per poi mandare annunci commerciali agli amici della vittima.
Questi sono i dati  forniti dalla sede centrale del social network nel corso della presentazione del nuovo programma ‘Trusted Friends’, studiato appunto per evitare gli accessi illegali il cui numero giornaliero è stato conteggiato percentualmente attraverso una serie di domande trabocchetto.
Anche se si tratta di una percentuale molto bassa rispetto all’intero ‘popolo facebookiano’  (lo 0,6% del totale), il fenomeno è grave e già i responsabili di Facebook  hanno fatto sapere che si stanno per attivare nuove misure per la sicurezza e la garanzia della privacy.
Logicamente, chi riesce ad entrare nell’account personale, oltre ad estrarre dati riservati, può causare grossi danni sotto mentite spoglie ‘informatiche’.
Per tutelarsi contro i pirati informatici  gli esperti consigliano di usare password complicate e differenziate rispetto ai vari account personali.

 ANDREA DATTILO

 D: Cosa sono i reati informatici e come viene punito il c.d.  furto d’identità?

R: L’evoluzione della tecnologia ha comportato anche la nascita e lo sviluppo dei c.d. reati informatici ovvero nuove forme di reato e di aggressione criminosa talvolta commesse per mezzo di sistemi informatici e telematici, altre volte contro i medesimi, intesi non più come strumenti per compiere reati, ma oggetti di questi ultimi. Per questo si è soliti distinguere  tra reati commessi su internet e reati commessi mediante l’uso di internet.
Il c.d. furto d’identità è fatto rientrare, anche dalla più recente giurisprudenza, nell’ipotesi delittuosa di cui all’art.  494 del codice penale che prevede la “Sostituzione di persona” per cui chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici è punito con la reclusione fino ad 1 anno, ma se ciò non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica.

D: Come si deve procedere nel caso ci si accorga che il proprio account è stato violato?

R: Sarebbe consigliabile di modificare subito le impostazioni ed in particolare username e password di accesso all’account ed informare i siti di riferimento (es. facebook, libero, yahoo etc) che di solito hanno un servizio specifico a disposizione per tali segnalazioni. Qualora si tema, poi, che possano essere state sottratte informazioni personali (contatti etc) sarebbe opportuno anche informare la Polizia Postale che potrà procedere agli accertamenti del caso.

D: Che poteri ha la Polizia Postale in materia?

R: La Polizia Postale e delle Comunicazioni è un  reparto specializzato della Polizia per tutte quelle attività di controllo e repressione dei reati c.d. informatici che vengono svolte  sia in maniera autonoma sia attraverso le segnalazioni e/o denunce di cittadini. Le competenze di tale reparto sono state notevolmente ampliate nel tempo in maniera proporzionale alla diffusione della criminalità informatica ed in particolare le indagini sono finalizzate all’accertamento di illeciti penali e amministrativi realizzati attraverso o su internet ed all’individuazione dei responsabili; l’intervento può comportare anche il blocco o la disattivazione di siti o account che agiscono in violazione della legge.

D:Nel caso di hacker,  pirati informatici che utilizzano informazioni a vari scopi, di quali reati si può parlare?

R: Si potrebbero ravvisare varie  ipotesi di reato quale quella di frode informatica che punisce chiunque procura a sé o ad altri un ingiusto profitto alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico e telematico intervenendo senza diritto su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico; quella di accesso abusivo a sistemi informatici che punisce chiunque si introduca abusivamente in un sistema informatico protetto da misure di sicurezza; quello di diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici che punisce chi, per procurarsi un profitto abusivamente si procura, diffonde, comunica o consegna codici e parole chiave per accedere ad un sistema informatico o telematico protetto.

 AVV. VALENTINA COPPARONI

 

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