Evasione: la vendita dei rotoli degli scontrini si impenna. Boom di tutti i ‘prodotti fiscali’

ROMA, 24 APRILE ’12 – Secondo il governo, nel 2012 il pil scenderà dell’1,2%, ma nel Bel Paese c’è spazio anche per qualche, significativo, dato in controtendenza: a prendere letteralmente il volo è l’industria dei “prodotti fiscali”. Infatti, in base a quanto diffuso dal ministero dell’Economia e delle Finanze e ripreso ieri dal Corriere della Sera, i produttori e i rivenditori di rotoli di scontrini, blocchetti di ricevute, registri e bolle di trasporto, stanno facendo affari mai visti prima. Nel primo trimestre di quest’anno – a partire dal blitz della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate a Cortina, per intenderci – il mercato dei prodotti fiscali ha registrato un incremento del 14% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. I commercianti, ma anche i professionisti, gli artigiani, gli albergatori, incalzati dallo spettro delle sanzioni (si parte da una multa di 516 euro per la mancata emissione di uno scontrino), stanno correndo ai ripari e facendo incetta di “prodotti fiscali”. Sembra che la maglia rosa dell’assalto a cartolerie e negozi di prodotti per l’ufficio vada alle estetiste. Dall’inizio dell’anno, infatti, le vendite dei blocchetti di ricevute fiscali destinate a questa specifica attività è cresciuta di oltre la metà (+ 58%).

I dati. Se per cogliere i risultati della lotta all’evasione fiscale in termini di abbassamento del deficit pubblico dovremo aspettare ancora un pò, d’altra parte è già possibile osservare le dirette conseguenze della stretta sugli evasori. Questi i dati: vendita scontrini per gli ambulanti + 32% , ricevute per gli alberghi + 32%, ricevute fiscali generiche destinate alle attività artigianali e commerciali + 23%, ricevute destinate ai barbieri + 17%, ricevute per lavaggi auto + 12%, e così via. Un boom. Un ottimo segnale, sia per i regolari contribuenti, sia per coloro che hanno spesso cercato di sottrarsi alle maglie della contribuzione e che adesso si trovano a fare i conti col “fattore di deterrenza”. Inoltre – dovessero non bastare i blitz delle Fiamme gialle e dell’Agenzia delle Entrate – l’amministrazione fiscale si servirà anche delle segnalazioni “non anonime” delle “violazioni tributarie, incluse quelle relative all’ obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale”. Sul sito internet www.tassa.li, realizzato da un gruppo di informatici, ci sono già 84.300 segnalazioni di negozi che non rilasciano il documento fiscale. Insomma, ora per i commercianti scatta anche l’allarme spiata.

FEDERICA FIORDELMONDO

 

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