Estorsione al calciatore Trezeguet: cinque anni a Fabrizio Corona

TORINO, 17 GENNAIO ’12 – La Corte di Appello di Torino ha condannato il fotografo Fabrizio Corona a cinque anni di reclusione con l’accusa di estorsione e uso illegittimo di dati, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Insomma se l’agente pensava che la decisione stabilita dal Tribunale di Torino potesse essere rivista in positivo dalla Corte, si dovuto ricredere visto che la pena è stata aumentata di tre anni e quattro mesi. L’accusa riguarda quanto avvenuto nel 2009 ai danni del calciatore della Juventus, David Trezeguet che dopo aver vinto una partita con i bianconeri si sarebbe recato a Milano per festeggiare in alcuni locali, non accorgendosi che alle costole aveva uno dei fotografi dell’agenzia di Corona che lo ha immortalato mentre si recava in casa di una ragazza e la mattina dopo all’uscita dall’appartamento. È stato poi lo stesso Corona a prendere contatti con il calciatore, chiedendogli e ottenendo 25mila euro per evitare che le foto venissero pubblicate dai giornali. I giudici di secondo grado, nel determinare la condanna, hanno citato la sentenza della Corte di Cassazione che si era espressa su altri casi simili che avevano visto coinvolto sempre Corona, questa volta ai danni del calciatore dell’Inter Adriano e del motociclista Marco Melandri. In quell’occasione la Cassazione aveva stabilito che le foto scattate all’insaputa degli interessati possono essere pubblicate sui giornali se sono di interesse pubblico, in caso contrario questi scatti non possono essere neppure archiviati e tanto meno venduti o utilizzati per fare pressione sui soggetti fotografati. A Corona non sono state riconosciute attenuanti visto che si tratta di un caso di recidiva.

ELEONORA DOTTORI

D: La decisione della Corte di Appello è definitiva?

R: No, bisognerà attendere l’eventuale ricorso in Cassazione da parte dell’imputato. Solo all’esito della Cassazione la sentenza, se confermata, diverrà definitiva. Altrimenti la Cassazione potrà annullarla con rinvio a diversa Corte di Appello, per una nuova valutazione di merito sul caso.

D: La pena, rispetto alla decisione del Tribunale di Torino, è stata aumentata e al fotografo non sono state riconosciute attenuanti. Ma può una condanna essere aumentata in appello?

R: Se ad appellare è il solo imputato, no. In Italia vige infatti il principio del “divieto di reformatio in pejus”, cioè una sentenza non può essere peggiorata, sempre che come detto sia l’imputato ad impugnare. Se invece impugna il PM o il procuratore generale chiedendo una pena maggiore, in appello la sentenza può anche essere peggiorativa rispetto al primo grado.

AVV.TOMMASO ROSSI

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