Esplode il conflitto in Mali, 60 ribelli uccisi dall’intervento delle truppe francesi

GAO, 14 GENNAIO 2013 – Siamo nella Città di Gao, Nord del Mali, dove 60 miliziani jihadisti (integralisti islamisti) sono rimasti uccisi dagli intensi bombardamenti aerei dell’esercito francese. Secondo Human Rights Watch, durante i combattimenti tra l’esercito Bamako, affiancato dai francesi e gli integralisti, sono rimasti uccisi 10 civili nella città di Konna: tra questi vi sono anche tre bambini, affogati mentre attraversavano il fiume Niger. Era il 6 aprile 2012, quando, l’Azawad, il territorio settentrionale del paese con capitale Gao, ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza. Da allora, la jihad è continuata fino al dispiegamento delle truppe francesi. Dopo la perdita di questi uomini, gli jihadisti hanno dichiarato che intendono “attaccare il cuore della Francia” poiché “la Francia ha attaccato l’islam”. Intanto, gli jihadisti avanzano verso sud ed occupano la città di Diabaly situata a 400 km dalla capitale, Bamako. Il Presidente frnacese Hollande, affiancato dai Ministri chiave, ha confermato l’ uccisione dell’ostaggio francese in Somalia, dopo un blitz fallito per liberarlo, ma si dice deciso a continuare l’ intervento militare in Mali contro i ribelli.

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La preoccupazione internazionale – La Germania considera molto grave la situazione e valuta supporto medico e logistico e chiede un vertice straordinario dei Ministri degli Esteri UE per affrontare la situazione. Per il Ministro degli Esteri Guido Westerwelle, la Germania ha il dovere di non lasciare da sola la Francia in questa difficile situazione. Poco fa anche il premier inglese, David Cameron, ha annunciato che l’Inghilterra fornirà gli aiuti logistici alle truppe francese schierate in Mali. Si unisce al cordoglio per le perdite francesi anche la Spagna : ”Sosteniamo la coraggiosa azione delle truppe francesi” in Mali, ha detto oggi Jose’ Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. Inoltre, continua a salire la preoccupazione per la sicurezza di tutti i cittadini francesi che risiedono attualmente in paesi islamici, a causa delle ritorsioni che potrebbero subire da parte degli integralisti.

Che cosa ci fa l’esercito francese in Mali? – L’intervento militare con 3.300 uomini era stato autorizzato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, la 2071 del 12 ottobre 2012, che copre anche l’azione della Francia. Secondo il report del Segretario Generale delle Nazioni Unite ( 29 Dicembre 2012) che descrive lo stato della situazione in Mali, il conflitto è stato originato dal movimento dei Tuareg, “Mouvement National pour la Libération de l’Azawad”, insieme alle milizie islamiche armate quali Ansar Dine, Al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM) e il Movimento per l’unicità e la jihad nell’Africa Occidentale (MUJAO). Il 22 Marzo 2012, i Tuareg hanno compiuto il colpo di stato nel nord del Mali, dove si è instaurata una giunta militare, il Comitato Nazionale per il ripristino della democrazia e la restaurazione dello Stato, sotto il comando del capitano Amadou Sanogo. La giunsta militare ha sospeso la Costituzione e dissolto le istituzioni governative. In breve tempo lo Stato perse il controllo delle città del nord e le forze militari dichiararono l’indipendenza dello Stato di Azawad il 6 Aprile 2012.

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CLARISSA MARACCI

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