Espianto di cuore senza anestesia. Un testimone racconta il traffico di organi durante la guerra in Kosovo

BELGRADO, 12 SETTEMBRE ’12 – Un racconto orribile. Una testimonianza shoccante che dimostra fin dove può arrivare la crudeltà degli esseri umani. La tv pubblica di Belgrado ha recentemente mandato in onda il racconto di un testimone del conflitto armato degli anni Novanta in Kosovo che avrebbe eseguito un espianto di cuore senza anestesia. Secondo le autorità serbe le parole del prezioso testimone servirebbero a dimostrare il traffico illegale di organi avvenuto durante la guerra. L’operazione sarebbe avvenuta sui banchi di una classe, al testimone avrebbero dato uno scalpello e intimato di iniziare l’espianto tra le urla atroci della vittima che poi avrebbe perso conoscenza o forse è morto, di questo chi racconta non è sicuro perché, ha ammesso in tv, era fuori di sé. Una testimonianza già anticipata ai media dal procuratore serbo per i crimini di guerra che avrebbe rivelato l’esistenza di un guerrigliero indipendentista albanese che durante il conflitto aveva partecipato al traffico di organi di soldati serbi venduti sul mercato nero. Secondo il procuratore la vittima di cui il guerriero albanese ha raccontato sarebbe un soldato serbo e l’intervento sarebbe avvenuto in una struttura sita a nord dell’Albania, al confine col Kosovo, alla fine degli anni Novanta. Tutti particolari che il testimone non rivela, ma aggiunti dal procuratore Vladimir Vukcevic. Anche due medici avrebbero partecipato all’intervento, uno avrebbe utilizzato il suo pugnale per tagliare le costole, non essendoci strumenti adatti. Sarebbe stato proprio il guerrigliero ad estrarre il cuore che a suo dire ancora batteva. L’organo sarebbe stato quindi sistemato in una cassetta e trasferito all’aeroporto di Tirana dove è sarebbe stato preso da uno straniero salito a bordo di un aereo privato probabilmente turco. La testimonianza video non sarebbe l’unica prova del traffico illecito di organi avvenuto in Kosovo durante la guerra ai danni di prigionieri serbi tanto che la Ue ha nominato una commissione d’inchiesta. Solo le autorità albanesi, in testa il premier Hashim Thaci, nega le accuse.

 

ELEONORA DOTTORI

 

D: Nel nostro ordinamento è ammessa soltanto la donazione di organi?

 

R: Sì, la donazione di organi da vivente è regolata in Italia dalla legge n. 458 del 26 giugno 1967 che consente la donazione di rene tra viventi mentre con la legge n. 483 del 16 dicembre 1999 è stata poi estesa la possibilità di donare anche parte di fegato sempre però tra viventi.

Con il Provvedimento del 31 Gennaio 2002 della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono state emanate le linee-guida proprio in tema di trapianto renale da donatore vivente.

Ora è in discussione in parlamento una proposta di legge per la donazione di altre parti del corpo in particolare di un lobo polmonare, intestino e pancreas da vivente (come già avviene in altri paesi europei oltre che in Usa e Giappone).

AVV.VALENTINA COPPARONI

 

 

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