‘Ehi pecorella, vuoi sparare?’: le parole di un manifestante No Tav ad un carabiniere

 

foto tratta da Corriere.tv

TORINO, 29 FEBBRAIO ’12 – Bussoleno, autostrada A32 uscita Chianocco, i manifestanti No Tav ieri hanno occupato la carreggiata. Le telecamere di Corriere tv hanno ripreso un ragazzo rivolgere parole di disprezzo nei confronti di un carabiniere. “Ehi, pecorella, sei venuto a sparare? Per quello che guadagni non ne vale la pena”, esordisce in ragazzo, appoggiato al guard rail, faccia a faccia con il militare in divisa. Le riprese della telecamera insistono sulle parole del manifestante “Che pecorella sei? Non hai un numero un nome, vero? Mi sa che sei illegale…”, insiste il ragazzo dinanzi al carabiniere impassibile. La tensione è altissima e quanto successo a Luca Abbà, uno dei leader storici del movimento No Tav, scalda gli animi, e le parole, ancora di più. Frasi provocatorie che stanno dividendo l’opinione pubblica, da un lato c’è chi ricorda Pier Paolo Pasolini che quarant’anni fa difendeva i militari a Valle Giulia con queste parole “Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano”, dall’altro chi invita alla calma e a portare avanti le ragioni del movimento. Oggi la troupe che ha realizzato il filmato è stata aggredita a Chianocco dai manifestanti che, forse, li ha scambiati per poliziotti. I due operatori si trovavano all’interno di un furgone, nei pressi di un presidio, sono stati fatti scendere, la loro attrezzatura è stata rubata, le gomme del mezzo sono state bucate e i due malmenati. Il carabiniere del video ha ricevuto l’encomio del comandante generale dell’Arma per non aver reagito alle pungenti parole del giovane e anche la politica, Pd e Pdl ha espresso parole di approvazione per l’atteggiamento mantenuto dal militare.

ELEONORA DOTTORI

D: Si può parlare di oltraggio a pubblico ufficiale?

R: Sì. Il reato prima previsto (in forma differente), poi abrogato nel 1999 e poi inserito con la stessa definizione nel 2009 prevede che sia punito con la reclusione fino a 3 anni chiunque in un luogo pubblico e in presenza di più persone offende l’onore e il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio. E’ prevista una forma di riparazione e di estinzione del reato quando l’imputato prima del giudizio risarcisca il danno alla persona offesa e all’ente di appartenenza.

AVV.TOMMASO ROSSI

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