Egitto: decine di morti dopo una partita di calcio. I giocatori portati via in elicottero

EL CAIRO, 2 FEBBRAIO ’12 – Il calcio è lo sport più bello del mondo quando non sfocia in follia. La cronaca di tutto il mondo ha raccontato episodi di violenza allo stadio ma non ci si abitua mai a veder finire nel sangue un momento di sana competizione e quanto accaduto ieri a Porto Said, nel Nord Est dell’Egitto, lo dimostra. Sono almeno 74 le vittime, e diverse centinaia i feriti, degli scontri tra tifoserie scoppiati al termine della partita tra l’Al Masri, la squadra locale, che ha battuto per 3-1 la formazione del Cairo, l’Al Ahli. I tifosi locali, stando alle immagini della tv Al Arabiya che stava riprendendo l’incontro, al fischio finale avrebbero invaso il campo di gioco gettandosi all’inseguimento dei giocatori della squadra avversaria che sono stati costretti a scappare a gambe levate verso il tunnel che conduce agli spogliatoi. Nel frattempo sul campo di gioco scoppiava il finimondo tra le tifoserie e le forze dell’ordine e i disordini sono proseguiti anche all’esterno dello stadio con lanci di bottiglie e sassi. Alcuni testimoni avrebbero raccontato che gli animi erano calmi all’inizio del match ma poi sono volati gli insulti e ogni gol era seguito da un invasione di campo, fino alla battaglia finale che ha trasformato gli spogliatoi in obitori. È stato necessario perfino l’intervento dell’esercito che ha inviato sul posto degli elicotteri che hanno portato in salvo giocatori e tifosi ospiti che erano rimasti bloccati all’interno della struttura. Dopo gli incidenti una cinquantina di persone è stata arrestata e tutte le partite della Serie A egiziana sono state sospese, come accaduto anche al Cairo dove il direttore di gara, avuta la notizia degli scontri a Port Said, ha sospeso l’incontro provocando l’ira dei tifosi che avrebbero incendiato alcuni settori dello stadio. Per fortuna almeno in questo caso non ci sono state vittime. Oggi sulle strade di Porto Said sfrecciano le ambulanze alla ricerca di sangue per i feriti negli scontri e i tifosi ospiti stanno protestando dinanzi alla sede della tv pubblica. Il ministro dell’interno egiziano ha rimosso il capo della sicurezza locale e il capo del consiglio militare ha indetto tre giorni di lutto nazionale. Il dopo-Mubarak lascia ancora spazio agli scontri in Egitto e i Fratelli Musulmani, la maggiore forza politica del Paese, vede un collegamento tra gli ex sostenitori del regime e quanto avvenuto ieri a Port Said, una delle pagine più brutte della storia dello sport, ammesso che di questo si tratti.

ELEONORA DOTTORI

D: Seppure le immagini delle telecamere immortalano la barbarie avvenuta allo stadio è difficile individuare i responsabili. Cosa succede allora in questi casi?

R: Si cercherà di ricostruire l’accaduto dalle immagini, dalle testimonianze e attingendo agli elenchi dei gruppi organizzati di tifosi in genere a conoscenza delle Società calcistiche.

D: Se ci fossero delle motivazioni politiche dietro agli scontri cambierebbe qualcosa in termini di reato?

D: Beh sì, quantomeno se accadesse in Italia una cosa del genere potrebbe ravvisarsi il reato di attentato con finalità di terrorismo.

AVV.TOMMASO ROSSI

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