Ecco come sarà rimosso il relitto della Concordia

ROMA, 19 MAGGIO ’12 – Il relitto della nave Costa Concordia, affondata di fronte alle coste di Isola del Giglio il 13 gennaio scorso, sarà presto rimosso. La macabra attrattiva turistica smetterà di disegnare il profilo dell’immane tragedia all’orizzonte della costa toscana. E’ stato infatti presentato ieri a Roma il progetto per la rimozione del colosso inabissato. Secondo le stime, ci vorranno molti mesi e molti soldi. Entro febbraio del prossimo anno si dovrebbe riuscire a portare a termine questa complessa operazione, che dovrà tener conto anche delle condizioni ambientali e che non dovrà in alcun modo deturpare l’aspetto paesaggistico e marino. Il costo, esorbitante: il progetto di rimozione dovrebbe costare alla compagnia assicurativa di Costa Concordia (che dovrà pagare tutto) oltre 300 milioni di dollari. Le delicate operazioni di rimozione del relitto sono affidate al consorzio italo-americano Titan Salvage-Micoperi. Alla conferenza stampa di presentazione del progetto c’era anche il direttore generale della Costa Crociere Gianni Onorato e il commissario per l’emergenza Franco Gabrielli. Inizieranno tra qualche giorno e dureranno circa dodici mesi i lavori di rimozione del relitto della Costa Concordia. L’ultimo step di questo lungo iter è stata la conferenza dei servizi decisoria, convocata lo scorso 15 maggio che ha dato il via libera definitivo al progetto, affidato alla statunitense “Titan Salvage” e all’italiana “Micoperi”. Il loro piano di recupero è stato scelto da un apposito comitato tecnico composto da esperti di Costa Crociere, Carnival, London offshore Consultants in collaborazione con Rina e Fincantieri. Il progetto di recupero si articolerà in quattro fasi operative: in primis, stabilizzare la nave per poter costruire una piattaforma subacquea e al lato emerso della nave applicare dei cassoni capaci di contenere acqua. In seconda battuta, due gru fissate alla piattaforma, raddrizzeranno la nave (ribilanciandola grazie al riempimento dei cassoni d’acqua). Una volta dritta, alla nave saranno applicati cassoni anche all’altro lato. Il relitto sarà trattato e depurato per tutelare l’ambiente marino, poi i cassoni di entrambi i lati saranno svuotati dall’acqua e riempiti di aria. Una volta riportato nelle condizioni di poter galleggiare, il relitto sarà trainato in un porto italiano dove sarà demolito. La fase finale. La distruzione del mostro che ha ingoiato tante vite umane in quel terribile naufragio del 13 gennaio.

TALITA FREZZI

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