E’ Rosa Donzelli la rapinatrice uccisa a Monte Urano. La banda ha sparato con pistola a salve

MONTE URANO (FERMO), 5 APRILE ’12 – Rosa Donzelli, 36 anni, residente in un residence di Porto Sant’Elpidio ma originaria del napoletano. Sono queste le generalità della rapinatrice uccisa ieri mattina a Monte Urano, in provincia di Fermo, durante la rapina alla gioielleria “Cifola”. Nel corso delle ore intanto aumentano i particolari in mano agli investigatori che oltre all’identità della vittima sono riusciti a scoprire che i colpi esplosi dagli altri due rapinatori mentre scappavano dalla gioielleria a mani vuote provenivano da una pistola a salve. Come raccontato ieri (http://www.fattodiritto.it/rapina-di-sangue-gioielliere-uccide-rapinatrice-applausi-della-folla/) il commando, composto da tre persone attive nella rapina, tra cui Rosa Donzelli, e un’altra donna che attendeva il gruppo in un’auto pronta per la fuga, aveva già fatto un sopralluogo a Monte Urano il giorno prima di mettere in atto il piano criminale. La banda ieri mattina si è introdotta nella gioielleria di Francesco Cifola, che nonostante sia stato legato, imbavagliato e picchiato con il calcio della pistola, è riuscito ad afferrare la sua pistola a tamburo e a sparare alcuni colpi, uno dei quali ha colpito in pieno petto Rosa Donzelli. Prosegue la caccia ai complici.

ELEONORA DOTTORI

D: In base ai nuovi elementi scoperti dagli investigatori si può parlare di eccesso di legittima difesa?

R: Ancora è presto per dirlo.  La punibilità del soggetto che agisce per legittima difesa è esclusa quando lo stesso si trova a dover reagire contro un pericolo attuale e imminente di un’offesa ingiusta alla propria incolumità o ai propri beni. La reazione difensiva deve essere però “proporzionata” all’offesa compiuta o che sta per essere compiuta. Quando tale proporzione non c’è, il soggetto che reagisce per difendersi incorre in eccesso colposo di legittima difesa e la sua reazione, se provoca un’offesa, non è più giustificata dall’ordinamento, divenendo lo stesso responsabile del relativo delitto, nella sua forma colposa. Esiste poi nel nostro ordinamento la c.d. difesa legittima putativa. Si ritiene legittima e non viziata da eccesso colposo, dunque, quella difesa posta in essere nella convinzione di reagire in maniera proporzionata all’offesa che si sta per subire, ad esempio il soggetto che spara reagendo alla minaccia di un’arma giocattolo veritiera. Ecco, questo potrebbe essere il caso in questione. Non si può richiedere ad una persona in attimi del genere di riuscire ad analizzare in maniera precisa la natura di un arma da fuoco apparentemente veritiera.

AVV.TOMMASO ROSSI

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