Due gemelline costrette a vivere dentro un’auto dai genitori

PIACENZA, 4 SETTEMBRE 2012 – Un caso davvero preoccupante è stato segnalato alla Questura di Piacenza. Un’intera famiglia, composta da una coppia di trentenni e due bambine di tre mesi, vivono in una Fiat Station Wagon. I genitori, due giovani di Crotone, vivono da anni in giro per l’Italia senza fissa dimora e senza lavoro – non si sa se per scelta o per disperazione. Ad ogni modo, la donna ha partorito due gemelline a maggio. Due gemelline costrette a vivere in un passeggino singolo all’interno dell’auto. A seguito di una segnalazione alla polizia di Piacenza, luogo in cui la famiglia si trovava ultimamente, le gemelline e la madre sono state affidate ai servizi sociali, mentre il padre, che possiede una partita iva come artigiano, dovrà trovarsi una sistemazione. Ora, la Procura dei Minori di Bologna ha aperto un’inchiesta, per stabilire le responsabilità e ricostruire il difficile contesto familiare nel quale le neonate erano costrette a vivere.

CLARISSA MARACCI

D: I genitori potrebbero essere ritenuti responsabili di “maltrattamento di minori”?

 R: Il nostro codice penale punisce il reato di “maltrattamenti in famiglia”; questi possono assumere varie forme tra le quali vi rientrano certamente tutte quelle condotte (ripetute nel tempo) che ledono l’incolumità fisica, la libertà personale, il decoro e l’onore di un componente della famiglia (intesa in senso ampio) nonchè tutti quegli atti che causano alla vittima sofferenze fisiche ma anche psicologiche. In ogni caso il Giudice, data la mancanza di una definizione legale del concetto di maltrattamenti, dovrà valutare caso per caso le condotte sottoposte al suo giudizio tenendo conto anche delle condizioni sociali e culturali e dell’ambiente in cui si sono verificate. Il reato è punito con la reclusione da 1 a 5 anni. Ci sono però ipotesi aggravate: se dal fatto deriva una lesione personale grave si applica la reclusione da 4 a 8 anni, se la lesione è gravissima la reclusione da 7 a 15 anni ed infine se ne deriva la morte la reclusione da 12 a 20 anni. L’arresto è obbligatorio nell’ipotesi più grave di morte della vittima, negli altri casi è facoltativo.

AVV. VALENTINA COPPARONI

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