Dopo il Laziogate, le indagini della GdF si allargano a Piemonte ed Emilia Romagna

TORINO, 30 Settembre 2012 – Il caso Fiorito, come il caso Lusi, non sono altro che vasi di pandora, dai quali fuoriesce in maniera paradossale, il dramma della politica italiana. Come nel “dopo Lusi”, anche nel Laziogate c’è un fuggi fuggi generale, volto a dissociarsi dal “pizzicato” di turno. Lo stesso capogruppo del partito La Margherita dichiarava di non essere a conoscenza di come il tesoriere gestiva i rimborsi elettorali del partito. E così è anche questa volta: nessuno si era accorto che Fiorito aveva sottratto un milione di euro dalle casse del Pdl. Ad ogni modo, dopo il boom mediatico che travolge e processa chi meglio crede, arriva, in seconda battuta, la Guardia di Finanza, che intraprende finalmente gli accertamenti sulla gestione dei fondi dei partiti. Sono partite in questi giorni due inchieste della Guardia di Finanza, verso i Consigli Regionali di Piemonte ed Emilia Romagna.

La Gdf in Consiglio Regionale Piemontese – La Guardia di Finanza venerdì mattina ha effettuato un sopralluogo negli uffici del Consiglio Regionale piemontese al fine di acquisire documentazione relativa alle spese dei gruppi parlamentari. Lo stesso sta avvenendo nella regione Emilia Romagna, dove è stata aperta un’indagine conoscitiva. Oggetto delle suddette inchieste, senza indagati specifici, è l’uso dei fondi che ricevono i gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale. In particolare, la Gdf dovrà verificare se vi è stata un’irregolarità nella rendicontazione delle spese e nelle richieste di rimborso o elargizione particolare di benefit. L’indagine dei pm torinesi parte ad analizzare i rimborsi ai partiti rappresentati in consiglio regionale a partire dal 2008.

Il Consiglio Regionale propone la riduzione dei costi - Evidentemente un brivido di paura deve essere arrivato fino al nord, perché proprio il 27 settembre l’Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale Piemontese (si legge sul sito istituzionale http://www.consiglioregionale.piemonte.it/cms/comunicati/2012/settembre/973-on-line-le-dichiarazioni-dei-consiglieri-regionali-.html ) ha avanzato la proposta di legge per ridurre i costi della politica in Consiglio regionale. Due giorni fa! <<Il provvedimento prevede l’abolizione delle dichiarazioni dei consiglieri regionali riguardanti i rimborsi spese e le indennità per le attività svolte sul territorio, l’abolizione dei viaggi in ambito Ue e la riduzione di quelli nazionali. Inoltre stabilisce la certificazione dei bilanci dei gruppi consiliari.>> riporta il comunicato stampa del Consiglio. Tale proposta potrà essere approvata dall’Assemblea nella seduta di martedì 2 ottobre. Inoltre, l’Ufficio di presidenza ha anche deciso di rendere pubbliche le dichiarazioni dei consiglieri regionali riguardanti i rimborsi spese e le indennità per le attività svolte sul territorio.I dati relativi all’anno 2011, suddivisi per consigliere e su base mensile, sono in rete sul sito istituzionale del Consiglio alla sezione “trasparenza”. Tutte iniziative lodevoli, che però potrebbero essere percepite dai cittadini italiani come il comportamento del bambino intento ad abbuffarsi che rimette la merendina nel sacchetto perché sta arrivando la mamma. Ecco, dalla politica forse ci si aspetterebbe un po’ di più.

CLARISSA MARACCI

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