Dopo 35 anni, riprendono le indagini sulla strage di Acca Larentia.

5 MARZO ’13, ROMA – Il 7 gennaio 1978 avvenne in Roma quella che fu denominata la Strage di Acca Larentia, in cui furono uccisi tre giovani attivisti del Fronte della Gioventù, gruppo giovanile legato al Movimento Sociale Italiano: Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni (quest’ultimo ucciso durante gli scontri con le forze dell’ordine in seguito ad una spontanea manifestazione di protesta). L’agguato, avvenuto proprio all’uscita dalla sede romana del MSI, fu rivendicato alcuni giorni dopo tramite una cassetta audio, fatta ritrovare accanto ad una pompa di benzina, in cui la voce di un giovane leggeva un comunicato a nome dei Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale.

Le indagini sono state molte, ma finora vane ed i colpevoli non sono mai stati identificati. Tuttavia, nel 1988, in un covo delle Brigate Rosse di via Dogoli a Milano, venne rinvenuta una mitraglietta Skorpion, che venne usata nell’attentato di via Acca Larentia. Nel frattempo, quella stessa mitraglietta, come rivelarono gli esami balistici, era stata usata per altri tre omicidi firmati Br: le vittime furono Ezio Tarantelli, economista, nel 1985; Lando Conti, ex sindaco di Firenze, nel 1986; Roberto Ruffilli, senatore democristiano, nel 1988. E’ recente la ricostruzione della provenienza iniziale dell’arma, che sarebbe stata acquistata originariamente da Jimmy Fontana nel 1971 e da questi poi venduta nel 1977 ad un ispettore di polizia, ma rimane ignoto come l’arma sia poi giunta nelle mani dei terroristi.

Proprio da quest’arma ricomincia, 35 anni dopo, l’inchiesta sulla strage di Acca Larentia. Il pm Erminio Amelio ha disposto una consulenza sulla mitraglietta, affidando alla scientifica il compito di cercare impronte digitali e tracce biologiche che potrebbero essere sfuggite in passato, ma che sarebbero rilevabili oggi anche grazie alle nuove tecnologie, come già è accaduto con altri omicidi, quali quello di Valerio Verbano (22 febbraio del 1980) e di Paolo Di Nella (3 febbario 1983).

Gli accertamenti sull’arma andranno a sommarsi a quelli fatti sulle rivendicazioni contenute nel nastro audio pervenuto a pochi giorni dall’accaduto e in vari volantini dello stesso periodo.

MOSE’ TINTI

 

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