Doping al Tour de France: arrestato il ciclista Di Gregorio

PARIGI, 10 LUGLIO ’12 – Un nuovo caso sospetto di doping, un arresto effettuato nel giorno di riposo dopo la crono di ieri che ha visto il successo della maglia rosa Wiggins.E ancora una domanda: ma il ciclismo è l’unico sport infettato dalla piaga doping o, al contrario, l’unico sport dove l’antidoping funziona?
Il ciclista arrestato oggi nell’albergo di Bourg-en-Bresse dove soggiornava, dopo una perquisizione nella stanza di albergo, perché sospettato di aver fatto uso di sostanze illecite, è il francese Remy Di Gregorio.
Per la stessa vicenda sono state arrestate altre due persone, portate nel carcere di Marsiglia a disposizione dell’autorità giudiziaria. La Cofidis ha annunciato la sospensione immediata del suo atleta Remy Di Gregorio.

D:Quando si parla di doping in Italia, come suddividono le competenze fra Procura Federale e Procure ordinarie?

R: La procura indaga sui reati che sono stati introdotti con la legislazione antidoping del 2000, mentre la Procura federale irroga sanzioni sportive come la sospensione o la radiazione, a seguito di proprie indagini che prescindono dall’accertamento della responsabilità penale.

D: L’ordinamento penale italiano sanziona in qualche maniera gli atleti che fanno uso di sostanze evidentemente stupefacenti?

R: l reato di commercio illecito di farmaci anabolizzanti, introdotto in Italia con Legge antidoping 376/2000 “Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive della lotta contro il doping”, punisce chi procura, somministra o fa uso di doping: le pene vanno dai 3 mesi ai 3 anni più una multa da 2.500 a 50.000 euro. E’ prevista poi una punizione più pesante, con la reclusione da due a sei anni (la medesima pena stabilita per il traffico di droghe leggere) più una multa da € 5164, 57 a € 77468, 58, per il vero e proprio commercio illecito di sostanze dopanti attraverso canali diversi dalle farmacie. In Francia da ancor prima l’uso di sostanze dopanti e lo spaccio sono considerate reato, ed è previsto, come in questo caso, l’arresto il flagranza di reato.

D: La Procura del Coni ha poteri istruttori autonomi?

R: Si nell’ambito dell’accertamento dell’illecito sportivo la Procura antidoping del CONI svolge le indagini sulla base della normativa internazionale WADA (World Anti Doping Agency), una fondazione a partecipazione mista pubblico-privata, creata per volontà del Comitato Olimpico Internazionale (CIO).La Procura poi farà le sue richieste che saranno Giudicate dall’Alta Corte di Giustizia Sportiva istituita sempre presso il CONI con funzioni appunto giudicanti, che commina sanzioni che vanno da multe, alla sospensione dall’attività per un determinato periodo di tempo, fino alla radiazione.

AVV.TOMMASO ROSSI

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