Diritto all’eutanasia: morto Salvatore Crisafulli, l’anti-Welby.

22 FEBBRAIO ’13, CATANIA  – Da una parte chi lotta per il proprio diritto all’eutanasia, ritenendo la morte l’unica soluzione alla propria condizione, dall’altra chi lotta per il proprio diritto ad essere curato e a guarire, credendo che la vita abbia sempre una dignità e che valga la pena combattere per migliorarla. Tra questi ultimi vi era certamente Salvatore Crisafulli, considerato per tale motivo l’anti Welby, entrambi esempi verso cui portare il massimo rispetto per le terribili tragedie di cui sono state vittime e per aver dimostrato che, seppur debilitato nel fisico, l’uomo non perde la sua forza, quando è sorretta dalla determinazione della mente e dell’anima. Viene in mente “Stay”, canzone degli U2, quando dice: “Far away, so close”; “Lontani, così vicini”.

Ieri se ne è andato Salvatore Crisafulli: la sua infermità era dovuta ad un incidente in moto nel 2003, avvenuto mentre trasportava uno dei quattro figli a scuola, andando a sbattere contro un furgone dei gelati.

Sopravvissuto all’incidente, i medici avevano diagnosticato un coma vegetativo permanente, ma dopo due anni ci fu il risveglio del tutto inaspettato e sorprendente, al punto che l’Italia intera rimase stupita per questo caso più unico che raro anche per la coincidenza temporale con la morte di Terry Schiavo, la quale, anch’essa in coma, veniva lasciata morire sospendendone l’alimentazione. Il suo caso fu straordinario perché dimostrò che è possibile uscire dal coma anche quando le cartelle cliniche pronosticano diversamente.

Crisafulli rimase tetraplegico, paralizzato ed in grado di comunicare solo con gli occhi ed il movimento del capo, ma cosciente: capiva tutto e commentava con gesti limitati, come dei sorrisi. Tuttavia, come già accennato, mentre Welby chiedeva ai Tribunali di morire, Crisafulli insieme al fratello fondava un’associazione che si occupasse di quelli come lui che erano usciti dallo stato di coma, “Sicilia Risvegli”. Anche Salvatore Crisafulli ha avuto il suo da fare con le istituzioni: voleva essere ammesso ad una terapia con le cellule staminali perché casi simili al suo avevano avuto miglioramenti, buoni risultati grazie a questa cura. Aveva fatto richiesta al Tribunale di Catania un paio di settimane fa e l’udienza per la decisione era stata fissata al 16 aprile, ma purtroppo, nella giornata di ieri, le sue condizioni di salute sono peggiorate improvvisamente a seguito di una crisi cardiaca, che lo ha portato prima alla perdita di conoscenza ed al decesso.

Il fratello di Salvatore Crisafulli, Piero, lamenta una possibile omissione di soccorso perché, sostiene, ci sarebbe stato un ritardo di tre giorni in una visita domiciliare di un medico pneumologo e perciò non esclude di presentare un esposto sulla sua morte.

La contrarietà ad ogni forma di eutanasia e la forza di Salvatore sono ben testimoniati anche dall’iniziativa intrapresa lo scorso luglio, quando aveva lanciato uno sciopero della fame per protesta contro le condizioni in cui vengono lasciati i malati come lui, affermando di lottare “contro un sistema sanitario che per interessi economici costringe la gente a vegetare”.

Peccato che la sua battaglia sia stata interrotta da questa morte improvvisa, ma si spera che il suo esempio possa dare spirito e motivazioni anche ad altri.

 MOSE’ TINTI

 

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