Diritto all’aborto, la Consulta non tocca la 194

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ROMA, 21 GIUGNO ’12 – La legge 194, o legge sull’aborto, non ha subito modifiche di sorta da parte della Corte Costituzionale chiamata a deciderne le sorti dopo che il giudice Tutelare del Tribunale di Spoleto aveva sollevato un quesito di legittimità costituzionale, in seguito alla richiesta di una sedicenne di abortire senza interpellare i genitori. La questione è molto più semplice di quello che sembra.
L’articolo 4 della 194.
Tutto nasce in seguito alla richiesta di una ragazza di 16 anni di interrompere la gravidanza senza coinvolgere i genitori. L’articolo 4 della legge 194 delinea proprio le circostanze per cui una donna può rivolgersi ad un consultorio per abortire. Entro novanta giorni quindi una donna può decidere di interrompere la gravidanza nel caso in cui “il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”.
Legittimità costituzionale, i quesiti del giudice tutelare.
Il giudice tutelare del tribunale di Spoleto ha ritenuto che la norma sopraccitata violasse alcuni principi costituzionali, come quelli sui diritti inviolabili dell’uomo e sul diritto alla salute, citando una sentenza della Corte di Giustizia Ue a sostegno della sua tesi che definisce l’embrione come “soggetto da tutelarsi in maniera assoluta”.
Bocciato il ricorso del giudice di Spoleto la 194 rimane così com’è.
La questione di legittimità costituzionale sollevata dal giudice spoletino è manifestamente inammissibile. Questa è la decisione della Corte riunitasi in Camera di Consiglio che sarà motivata dal giudice Mario Rosario Morelli, lo stesso che acconsentì a staccare il sondino che alimentava in maniera artificiale Eluana Englaro, andando così a rispettare le volontà della ragazza e di suo padre.
Le reazioni.
La decisione della Corte è stata accolta con gioia da un gruppo di attiviste che hanno manifestato davanti al palazzo della consulta. Soddisfatti anche il governatore pugliese Nichi Vendola, Livia Turco e Anna Paola Concia del Pd, Oliviero Diliberto del Pdci e Paolo Ferrero di Rifondazione comunista. A rimanere scontenti invece sono i depositari di sei proposte di intervento alla 194 e cioè Rocco Buttiglione, Giampiero D’Alia e Luca Volontè per l’Udc, Enzo Barbieri e Renato Farina per il Pdl. Nello specifico queste modifiche propongono un contributo mensile per quelle donne che rinunciano all’aborto, il divieto di interrompere la gravidanza se nel feto si riscontrano patologie curabili, il reato di procurato aborto, l’istituzione di una commissione parlamentare sul funzionamento dei consultori e il limite di 20 settimane per interrompere la gravidanza. Maggiore libertà alle donne nella gestione della gravidanza è invece la richiesta della radicale Farina Coscioni che chiede totale accessibilità ai contraccettivi per le minorenni.
ELEONORA DOTTORI

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