Dipendente delle Poste spara e uccide la direttrice, ‘atto di giustizia’

NAPOLI, 2 AGOSTO ’12 – Era andato al lavoro come tutte le mattine, ma quel sabato lui aveva portato con sè una pistola Beretta 7,65 con l’intenzione di farsi giustizia e vendicare quel torto subito che secondo lui andava vendicato. Per questa assurda motivazione, Cristofaro Gaglione, 53 anni dipendente di Poste Italiane filiale di Torre Del Greco nella centralissima via Veneto, sabato mattina appena arrivato al lavoro si è diretto nell’ufficio della direttrice, Anna Iozzino, 55 anni di Torre Annunziata, e ha fatto fuoco per tre volte. Alla quarta, la Beretta s’è inceppata e il colpo che avrebbe dovuto essere quello mortale per la direttrice non è esploso ( rileggi l’articolo suhttp://www.fattodiritto.it/choc-a-napoli-dipendente-delle-poste-spara-alla-direttrice-e-scappa ). Fermato dalla polizia e arrestato, l’uomo ha spiegato agli agenti il perché di quella follia. “Ho fatto un atto di giustizia”, ha detto in commissariato. Intanto, nella notte, la direttrice dell’ufficio postale è morta all’ospedale Cardarelli di Napoli dove era stata trasportata e dove in un primo momento le sue condizioni non sembravano gravi.
Nel suo assurdo piano di vendetta, Gaglione avrebbe puntato la pistola e sparato alla sua direttrice perché lei aveva deciso, sabato scorso, di trasferire Gaglione dall’ufficio finanziario al settore raccomandate. Un trasferimento che aveva prodotto sabato scorso un forte litigio tra Gaglione e la donna. Avrebbe quindi fatto esplodere un primo colpo, che ha centrato Anna Iozzino al fianco. La donna, seppur ferita, ha tentato di dissuadere il suo aggressore alzandosi in piedi, ma è caduta a terra. Nel frattempo è intervenuta un collega di Gaglione che ha cercato di aiutare la direttrice e dissuadere l’aggressore, ma ha rischiato che sparasse anche a lei. Altri due colpi, che hanno ferito la direttrice alla mandibola e di striscio al petto. Poi il quarto colpo che ha fatto inceppare l’arma e la decisione di scappare. Sul posto in pochi minuti sono giunti i poliziotti, diretti dal primo dirigente Paolo Esposito: la prima segnalazione era di rapina, ma gli agenti ci hanno messo poco a ricostruire i fatti. Subito é scattata la caccia all’uomo, conclusasi poche ore dopo in via Prota, strada periferica tra Torre del Greco e Torre Annunziata. L’uomo si trova ora rinchiuso nella camera di sicurezza del commissariato torrese, sarà ascoltato dal pm incaricato dalla Procura di Torre Annunziata.
Ora Gaglione è accusato di omicidio premeditato aggravato, porto e detenzione abusiva di armi clandestine e ricettazione. L’ uomo non è nuovo a episodi di intemperanza: lo scorso anno aveva aggredito i vigili urbani che gli stavano sequestrando la Vespa; era stato denunciato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. In passato è stato anche guardia giurata. Nella sua auto, oltre alla Beretta con matricola abrasa che quasi sicuramente è stata usata per ferire la direttrice, sono stati trovati un’altra piccola pistola, diverse munizioni di vario calibro e un punteruolo.
<strong>TALITA FREZZI</strong>

<strong>D: In che consiste il reato di omicidio premeditato aggravato?
R: Consiste nell’uccidere una persona con la volontà di farlo, e l’organizzazione ideativa precedente per farlo (la premeditazione). I futili motivi sono poi considerata una ulteriore aggravante: cioè il fatto che, per quanto in ogni caso esagerata e assurda la reazione consistente nell’uccidere, l’aggravante dei futili motivi si ha in relazione alla particolare “leggerezza” della spinta a delinquere, la particolare sproporzione tra il movente che spinge l’uomo al reato e la reazione di uccidere.

D: I precedenti dell’uomo saranno considerati aggravanti nel processo?
R: Il nostro ordinamento prevede che in sede di applicazione della pena, se un soggetto è già stato condannato (con provvedimento passato in giudicato quindi non impugnabile) per un delitto non colposo e commette un altro delitto non colposo, lo stesso può essere sottoposto ad un aumento di 1/3 della pena da applicare per il nuovo delitto. Si parla della c.d. recidiva. La pena può essere aumentata fino alla metà nelle ipotesi di recidiva aggravata ossia 1) se il nuovo delitto non colposo è della stessa indole; 2) se è stato commesso nei 5 anni dalla condanna precedente; 3) se il nuovo delitto non colposo è stato commesso durante o dopo l’esecuzione della pena oppure durante il tempo in cui il condannato si è sottratto volontariamente all’esecuzione della pena. Infine esiste l’ipotesi della c.d. recidiva reiterata che si verifica quando un soggetto già recidivo commette un altro delitto non colposo. In tale caso l’aumento della pena per il nuovo reato è della metà nel caso di recidiva semplice, di 2/3 nel caso di recidiva aggravata.

AVV.TOMMASO ROSSI

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