RECANATI, 30 OTTOBRE ’11 – Cooperazione in omicidio colposo. È questa l’accusa mossa dal pubblico ministero Claudio Rastrelli nei confronti di due medici dell’ospedale Santa Lucia di Recanati che sarebbero accusati di aver causato la morte dell’autotrasportatore Angelo Carestia. I fatti risalgono al marzo 2009 quando l’uomo, 58 anni di Recanati, si era recato al nosocomio leopardiano per un’insufficienza circolatoria. Dopo gli esami di rito l’uomo era stato dimesso ma all’indomani per lui non c’era più nulla da fare. Per questo motivo la sua famiglia si è rivolta a due legali che criticano modalità e tempi di intervento dei sanitari. Nello specifico si tratta del dott. Iacopo Ciccarelli, di turno quella notte al pronto soccorso del Santa Lucia di Recanati e della dott.ssa Antonella Paoletti, medico radiologo dell’ospedale di Civitanova, tutti e due di Macerata. I due sarebbero accusati di negligenza, imprudenza e imperizia tanto da causare la morte dell’autotrasportatore. Nella notte tra il 28 febbraio e il primo marzo 2009 la dott.ssa Paoletti aveva disposto due Tac al Carestia, una all’addome e una al torace, come disposto dal collega Ciccarelli. Dagli esami non sarebbe emersa alcuna rottura dell’aneurisma nel paziente, sul quale da tempo era stata impiantata una protesi aortobisiliaca per il trattamento dell’aneurisma stesso. La dott.ssa Paoletti avrebbe inoltre autenticato il referto a distanza di oltre 24 ore dalla prestazione sanitaria, quando ormai per l’autotrasportatore non c’era più nulla da fare. L’impianto accusatorio dei legali della famiglia del paziente parlano anche di un modesto sanguinamento provocato dalla protesi che i medici non avrebbero segnalato adeguatamente e di aver somministrato all’uomo, dopo avergli misurato la pressione una sola volta, un farmaco ipertensivo senza però registrare sul referto gli effetti del trattamento. Tale farmaco inoltre non sarebbe, sempre secondo gli avvocati, indicato per i pazienti con lesioni organiche e l’uomo sarebbe stato quindi dimesso per un semplice mal di stomaco. Il giudice ha fissato al prossimo 4 gennaio la data dell’udienza preliminare.
ELEONORA DOTTORI
D: I due medici sono quindi accusati di omicidio colposo?
R: L’omicidio colposo si ha quando si cagiona la morte di una persona per colpa (cioè evento non voluto, ma verificatosi a causa di imprudenza, imperizia, negligenza o inosservanza di leggi), ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Il concorso significa che più persone hanno, con la loro condotta colposa, costituito una concausa alla realizzazione dell’evento morte.
D: Che significa ‘ravvisare il nesso causale’?
R: Significa appunto che vi è un legame diretto tra la condotta e l’evento che, secondo un’analisi controfattuale basata su regole scientifiche, non si sarebbe realizzato senza quella determinata condotta o, come in questo caso, senza quelle condotte concausali.
D: Come procederanno adesso i legali della famiglia di Carestia?
R: Per ora rappresentano le persona offese dal reato, cioè i familiari della vittima e potranno costituirsi parte civile per richiedere il risarcimento dei danni all’interno del processo penale a carico degli eventuali responsabili.
AVV.TOMMASO ROSSI
D: Senza ovviamente scendere in particolari sulla vicenda, che tipo di patologia aveva il sig. Carestia e che tipo di intervento sarebbe necessario in un caso come questo?
R: L’aneurisma dissecante dell’aorta è una patologia del sistema vascolare estremamente grave ove solo una diagnosi tepestiva ed un intervento chirurgico d’urgenza possono salvare la vita di un paziente. L’esame di elezione per una corretta diagnosi e rappresentato dalla TAC con mezzo di contrasto iodato sia del torace che dell’addome per studiare i rispettivi tratti dell’aorta. Nel caso specifico la sintomatologia riferita dal paziente e soprattutto il dato anamnestico di un precedente intervento per aneurisma aortico hanno fatto pensare ad una recidiva di tale patologia verosimilmente nella stessa sede del precedente. Ed infatti è stata richiesta la TAC torace e addome. Perchè non sia stata evidenziata la lesione, resta un fatto strano. Probabilmente il precedente intervento ha mascherato il quadro oppure , essendo stato l’esame TAC eseguito in urgenza , non sia stato usato il mezzo di contrasto (senza questo l’esame è molto meno attendibile) .
DOTT.GIORGIO ROSSI

