Difenderei Celentano anche se avesse detto di sterminare i gay. Le parole di Lucia Annunziata scatenano la polemica

MILANO, 26 FEBBRAIO ’12 – Non poteva trovare un paragone peggiore, la giornalista Lucia Annunziata, per difendere quanto detto da Adriano Celentano sul palco di Sanremo. Nel corso dell’ultima puntata del programma di Michele Santoro, Servizio Pubblico, la giornalista ha specificato di non essere d’accordo con le accuse del cantante a Famiglia Cristiana e all’Avvenire ma che, in ogni caso, il diritto di Celentano di dire ciò che pensa “Lo avrei difeso anche se avesse detto che i gay vanno mandati nei campi di sterminio”, queste le testuali parole della Annunziata che hanno mandato, comprensibilmente, su tutte le furie le associazioni omosessuali. Le prime repliche sono arrivate dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che ha replicato: “Dobbiamo informare la giornalista che gli omosessuali, come gli ebrei, i Rom e Sinti, le persone diversamente abili, i testimoni di Geova, nei campi di sterminio ci sono stati mandati davvero dai nazisti. Purtroppo di fronte alle quotidiane dichiarazioni di tenore omofobo che vengono dai mezzi di informazione e da esponenti politici, religiosi e dello spettacolo, quello di Lucia Annunziata appare non come un improbabile paradosso ma come l’ennesima cruda dimostrazione di quanto indietro siamo in Italia”. Dedicare una puntata del programma all’argomento sarebbero per il Circolo il modo migliore per chiedere scusa. Infuriata anche l’Arcigay che paragona la Annunziata al senatore Giuseppe Ciarrapico che su Radio24 ha dichiarato: “Due gay che si baciano mi fanno schifo. Il fascismo li mandava a Carbonia, scavavano e stavano benissimo” e, come se non bastasse, ha aggiunto il seguente ‘ragionamento’: “Questo è uno strano paese dove si salta quando si vede la farfallina sull’inguine di quella bellissima figliola (Belen) e nessuno osa attaccare i gay. O vale la farfallina sull’inguine o vanno bene i gay. Io mi sento un po’ femminista, preferisco la farfallina”. Almeno la Annunziata ha specificato che il paragone era volutamente paradossale ed ha annunciato di dedicare la puntata del prossimo 4 marzo del programma ‘In Mezz’ora’, da lei condotto, al tema dell’omofobia.

ELEONORA DOTTORI

D: In Italia esiste una legislazione contro l’omofobia?

R: Oltre alla nostra Carta Costituzionale che , come detto, sancisce l’uguaglianza senza distinzioni di sesso e quindi anche di orientamenti sessuali, il nostro codice penale prevede in maniera molto specifica la tutela del bene della libertà sessuale considerata a tutti gli effetti una componente inviolabile della  libertà personale.
In particolarela legge n. 66 del 1996 ha profondamente innovato l’originaria disciplina, prevista dal codice penale del 1930, in tema di delitti contro la libertà sessuale; le nuove norme, infatti,  sono diversamente collocate rispetto a prima della riforma ed infatti si trovano nella sez. II del titolo XII intitolato dei delitti contro la libertà personale, mentre in precedenza erano collocate nel titolo IX intitolato dei delitti contro la moralità pubblica ed il buon costume.
Le ragioni della riforma si individuano nelle numerose critiche da parte della dottrina e giurisprudenza, ma soprattutto  da parte dell’opinione pubblica, che ritenevano che le condotte punite con tali norme fosse proprio la violazione di una particolare libertà, quella sessuale, e non già la moralità pubblica e il buon costume. Con la riforma del 1996 viene anche ampliata la nozione di “violenza sessuale” che ricomprende oggi anche tutti quei comportamenti quelli che prima rientravano nella nozione di  “atti di libidine violenta ” e che erano puniti in maniera meno grave.
E’ opportuno anche ricordare che la legge italiana  tutela le persone discriminate  sul posto di lavoro per motivi legati all’orientamento sessuale attraverso il decreto legislativo n. 216/2003 che ha attuato la direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. Inizialmente però il testo di legge italiano recepiva solo in parte  la normativa dell’Unione europea in quanto introduceva alcune eccezioni al divieto di discriminazione riguardanti il personale delle Forze armate, quelle di Polizia e dei servizi di soccorso. In seguito fu aperta una procedura d’infrazione  contro l’Italia dalla Commissione europea e tali eccezioni sono state abolite dall’art. 8-septies del decreto-legge n. 59/2008 convertito, con modificazioni, nella legge n. 101/2008
Per quanto riguarda, poi, la recente proposta di legge in materia di omofobia, bocciata per l’accoglimento di alcune pregiudiziali di incostituzionalità, si rimanda all’articolo di “Fatto&Diritto” sul tema al seguente link: http://www.fattodiritto.it/omofobia-affossato-dalla-camera-il-disegno-di-legge/.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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