Dieci anni di maltrattamenti verso la moglie. I dettagli della sottomissione in un contratto

PADOVA, 30 AGOSTO ’12 – Un contratto di schiavitù, stipulato un anno dopo essersi conosciuti, obbligava lei, la schiava, ad offrire tutta se stessa al suo padrone, dieci anni più grande di lei, in quella che sul documento viene definita una “schiavitù consensuale”. Il contratto, firmato da entrambe, è datato marzo 2004. I due padovani si erano conosciuti qualche tempo prima. Commessa lei, gestore di locali lui, avrebbero messo nero su bianco la loro passione erotica nel contratto consensuale e a tempo indeterminato. Dieci punti che rendevano la donna completamente sottomessa. Due anni dopo la coppia convola a nozze e poi la nascita di un figlio. Da contratto lei doveva chiamare il marito “padrone” e poteva avvertirlo che qualcosa nella coppia non andava pronunciando una sola parola o dando tre colpi con la mano. Sceglieva lui l’abbigliamento e decideva come doveva comportarsi la moglie che in qualsiasi momento e senza chiedere spiegazioni poteva essere punita. Era lei stessa a procurare e lavare gli attrezzi per le punizioni. L’estate dello scorso anno, però, la donna avrebbe lasciato il “padrone”. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine per violenza sessuale. La donna avrebbe denunciato l’uomo per maltrattamenti, querela che però sarebbe saltata proprio per via di quel contratto firmato in calce. La denuncia sarebbe stata impugnata nuovamente qualche mese dopo con lo stalking.

ELEONORA DOTTORI

 

D: E’ possibile acconsentire per contratto a lesioni di propri diritti?

R: Il nostro ordinamento prevede all’art. 50 del codice penale una causa di giustificazione (che elimina l’eventuale antigiuridicità di una condotta illecita) per cui non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto col consenso della persona che può validamente disporne. Tale consenso, però,  deve essere espresso da persona capace di intendere e volere  da accertare caso per caso, deve essere espresso in modo libero, non viziato cioè da errore, violenza o dolo,e deve essere manifestato all’esterno oppure può essere desunto da  un comportamento chiaro ed univoco.Tale consenso poi deve essere lecito e cioè non deve essere contrario a norme imperative , all’ordine pubblico o al buon costume.Oggetto di tale consenso poi deve essere un diritto disponibile, la vita non rientra tra i diritti disponibili (tanto che il nostro codice penale punisce l’omicidio del consenziente),  lo è invece l’integrità fisica che potrebbe essere considerato un diritto disponibile ma nei limiti però dell’art. 5 del nostro codice civile per cui gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionano una diminuzione permanente dell’integrità fisica o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.

D: In cosa consiste il reato di maltrattamenti in famiglia?

R:  Il nostro codice penale non definisce il concetto di “maltrattamenti” in famiglia (reato previsto dall’art. 572 c.p.) che possono assumere varie forme tra le quali vi rientrano certamente tutte quelle condotte (ripetute nel tempo) che ledono l’incolumità fisica, la libertà personale, il decoro e l’onore di un componente della famiglia (intesa in senso ampio) nonchè tutti quegli atti che causano alla vittima sofferenze fisiche ma anche psicologiche. In ogni caso il Giudice, data la mancanza di una definizione legale del concetto di maltrattamenti, dovrà valutare caso per caso le condotte sottoposte al suo giudizio tenendo conto anche delle condizioni sociali e culturali e dell’ambiente in cui si sono verificate. Il reato è punito con la reclusione da 1 a 5 anni, ci sono però ipotesi aggravate: se dal fatto deriva una lesione personale grave si applica la reclusione da 4 a 8 anni, se la lesione è gravissima la reclusione da 7 a 15 anni ed infine se ne deriva la morte la reclusione da 12 a 20 anni.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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3 Responses

  1. Ersilio Gallimberti
    Ersilio Gallimberti at |
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    1. Damiano Berton
      Damiano Berton at |

      questa notizia esce dopo la pubblicazione del romanzo cinquanta sfumature di grigio, nero, rosso… dove è riportato un contratto simile, sarà una bufala…?

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      1. Tommaso Rossi
        Tommaso Rossi at |

        Effettivamnete il dubbio ce lo siamo posti anche noi, vista la somiglianza della vicenda….Però sembra confermata su tutte le agenzie e i più importanti quotidiani…..

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