Detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico: condannato Alberto Stasi

MILANO, 14 FEBBRAIO ’12 – Trenta giorni di reclusione e un multa di 1.400 euro. È questa la condanna per detenzione di materiale video pedopornografico, tramutata complessivamente in una sanzione pecuniaria di 2.540 euro, inflitta dal tribunale di Vigevano per Alberto Stasi, fidanzato di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco, in provincia di Pavia. I video in questione erano stati rinvenuti del computer di Stasi che è stato anche interdetto da qualunque incarico di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori. Stasi nel 2009 era finito davanti al giudice per l’udienza preliminare con l’accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, ma era stato prosciolto per la seconda accusa e quindi rinviato a giudizio per la detenzione di 17 frammenti di immagini hard che coinvolgerebbero bambini anche in tenera età. I legali di Alberto Stasi, assolto in secondo grado per l’omicidio di Chiara Poggi, rinvenuta cadavere nella sua abitazione il 13 agosto del 2007, hanno già annunciato la possibilità di ricorrere in Cassazione.

ELEONORA DOTTORI

D: Detenzione di materiale pedopornografico: di che reato si tratta?

R: Si tratta di un reato previsto dall’art. 600quater del nostro codice penale che punisce chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui all’articolo precedente ovvero pornografia minorile, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni 18. La pena prevista è la reclusione fino a 3 anni e con la multa non inferiore a euro 1549. Qualora poi il materiale detenuto sia di ingente quantità la pena è aumentata ma in misura non eccedente i 2/3.

Ipotesi diversa invece è la c.d. pornografia minorile (art. 600 ter c.p.), reato che punisce chiunque realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico ovvero induce minori di anni 18 a partecipare ad esibizione pornografiche o chiunque con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza materiale pornografico ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all’adescamento o sfruttamento sessuale di minori degli anni 18. E’ punito anche chi offre o cede ad altri anche a titolo gratuito tale materiale pornografico.

D: La condanna a trenta giorni di reclusione e la multa sono state tramutate in una sanzione complessiva di 2.540 euro. Quando è possibile tale conversione?

R: Il giudice, nel pronunciare la sentenza di condanna, quando ritiene di dovere determinare la durata della pena detentiva entro il limite di sei mesi, può sostituirla con la pena pecuniaria della specie corrispondente. La sostituzione può avvenire d’ufficio o su istanza di parte.

AVV. VALENTINA COPPARONI

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