Detenuti evadono dal carcere romano di Regina Coeli

ROMA, 15 GENNAIO ‘12 – Un romeno e di un albanese detenuti nel carcere di Regina Coeli, nel centralissimo rione romani di Trastevere, sono i protagonisti di questa incredibile vicenda che sembra una pellicola di Hollywood. Stefan Cusnir, romeno di 25 anni e Altin Hoxha, albanese di 29, l’altra notte sono riusciti a mettere a segno un piano semplice, ma evidentemente ben congegnato. Nessuno scavo attraverso le fogne o lunghissimi tunnel, più semplicemente un seghetto per limare le sbarre della cella, un arpione e delle lenzuola annodate, un fisico esile e agile. Già, perché è stato proprio questo che non ha consentito la fuga anche al terzo detenuto ospite della stessa cella. Questo prigioniero infatti non sarebbe riuscito ad entrare nell’apertura fatta dagli altri due attraverso le sbarre ed è dovuto rimanere dov’era a guardare gli altri due con un salto di venti metri avevano raggiunto il piano inferiore. I detenuti hanno poi raggiunto un palo, al quale erano collegate le telecamere, e vi hanno legato le lenzuola bagnate per evitare lesioni e scendere con più aderenza alla strada. Pochi secondi e dei due non rimane neanche l’ombra. Le telecamere hanno ripreso tutto. L’allarme è stato lanciato alle 8.30 ma gli evasi avevano agito tra le tre e le sei di notte. Gli agenti di polizia penitenziaria hanno diffuso le foto segnaletiche ed è cominciata la caccia agli evasi. Alcuni testimoni hanno detto di non aver visto nessuno alle 6 nella zona e secondo gli agenti i due erano presenti alla conta delle 3, quindi la fuga sarebbe avvenuta in questo lasso di tempo. Altin Hoxha, l’albanese, si era reso colpevole di diverse rapine in villa, i suoi occhi azzurri gli avevano procurato il soprannome di “il rapinatore con gli occhi di ghiaccio”. Arrestato nel 2011 era uno dei componenti più pericolosi di una banda autrice di undici rapine, per un totale di alcune centinaia di migliaia di euro, tra cui quella ai danni dell’allenatore del Lecce Serse Cosmi, che utilizzava chiavi inglesi, fili elettrici e armi per intimorire le vittime. Hoxha aveva fatto amicizia in carcere con il romeno 24enne Stefan Cusnir, l’altro evaso, che apparteneva ad un’altra banda specializzata nelle rapine in banca. Alla notizia hanno aggiunto particolari anche i sindacati di polizia penitenziaria dell’Osapp che hanno parlato di “emergenza”: i detenuti a Regina Coeli sono 1.189 per un totale di posti consentito di 724 e non ci sono sufficienti agenti tanto è vero che i due evasi si sono calati vicino ad una guardiola sprovvista di sorveglianza da tempo. Anche la Uil Penitenziari ha evidenziato la carenza di agenti: il turno in cui è avvenuta l’evasione era coperto da due agenti invece degli otto previsti per garantire la sorveglianza ai quattro piano dello stabile. Mauro Mariani, direttore del penitenziario romano da 12 anni, ha spiegato che la sorveglianza esterna alle carceri era stata tolta dal 94. L’allarme per la situazione carceraria italiana è anche questa storia.

ELEONORA DOTTORI

D: Cosa succede se gli evasi vengono ritrovati?

R: Vengono riportati in carcere per scontare la pena che stavano già scontando e poi vengono sottoposti a processo per evasione, reato piuttosto grave punito con la reclusione da 6 mesi ad un anno. In questo caso sarebbe punito con la reclusione da 3 a 5 anni perchè commesso da più persone riunite e con effrazione. Inoltre la condanna per evasione comporta tutta una serie di limitazioni e divieti alla concessione di misure alternative e premiali durante la fase esecutiva.

D: La polizia penitenziaria non ha abbastanza agenti per garantire la sicurezza e la sorveglianza nelle carceri, e questo caso ne è un esempio. Può essere, tuttavia, ritenuta responsabile di quanto accaduto?

R: Sicuramente verrà compiuta una indagine interna disposta dalla direzione del Carcere e dal DAP (dipartimento amministrazione penitenziaria) al fine di verificare eventuali responsabilità, leggerezze o errori.

AVV.TOMMASO ROSSI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

One Response

  1. andrea
    andrea at |

    questa è l’italia………i criminali liberi e gli innocenti o quelli ke rubano la gallina perkè muoiono di fame li arrestano……non ke sia corretto rubare la gallina……….poi sincramente occorre ke le forze di polizia prendano i criminali, e si evitasse di perdere tempo con vu kumprà…questo è un esempio ma ne vediamo migliaia in giro ogni giorno di esempi ke ki fanno rimanere delusi…perkè noi onesti cittadini garantiamo lo stipendio, con le nostre tasse, a ki dovrebbe non girarsi dall’altra parte quando vede una rapina, quando ki sono criminali in libertà…….io e tanti altri cittadini non vogliamo più berci le kiakkiere ke ki raccontano, se certe realtà criminali esistono evidentemente c’è qualkuno ke le permette e forse le difende pure….noi vogliamo essere difesi, protetti, vogiamo prevenzione…e non forze ke terrorizzano la brava gente, ke terrorizzino i criminali ….un altro po’ ad un posto di blokko ti fermano e ti kiedono con arroganza i documenti e fanno 1000 domande ke nn si kapiscono…e poi non vedono i criminali….ma guardate un po’…

    Reply

Leave a Reply