Derubano il prete e chiedono perdono

CASALNUOVO (NAPOLI), 9 GIUGNO ’12 – Derubano il prete, lo legano, lo picchiamo e poi invocano il perdono. È accaduto a Casalnuovo, in provincia di Napoli, dove due ladri, un uomo e una donna, si sono introdotti nella chiesa di San Giacomo Apostolo con l’intento di arraffare quando contenuto nelle cassette delle offerte. I due quindi si sarebbero nascosti nella chiesa, avrebbero scassinato i contenitori e atteso l’arrivo di don Peppino Ravo, il parroco. Quando il sacerdote è arrivato i due ladri lo hanno bloccato strappandogli, letteralmente, le tasche dei pantaloni per arraffare qualche altro soldo. Don Peppino, che aveva con sé il contributo che i parrocchiani avevano versato per una gita, è stato poi legato in sacrestia e colpito con calci e pugni. Prima di lasciare la chiesa però la donna avrebbe chiesto perdono.

 ELEONORA DOTTORI

D: Quali reati si ravvisano?

R: Quello di concorso in furto aggravato, rapina e lesioni personali dolose ai danni del parroco. Ricordiamo che il furto consiste nella condotta di chi s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri. Sono previste diverse circostanze aggravanti ed in questo caso potrebbe ravvisarsi l’aggravante della violenza sulle cose e, se sono state sottratte  cose esposte,  anche quella  specifica dell’esposizione delle cose in edifici destinati all’esercizio di un culto.
Ricordiamo poi che per il nostro codice penale la rapina ricorre invece quando qualcuno, per procurarsi un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, si impossessa di beni altrui sottraendoli da chi li detiene. La differenza con il furto, rispetto al quale è considerato un reato più grave anche in termini di pena (da tre a dieci anni di reclusione senza aggravanti, fino a venti anni nelle ipotesi aggravate oltre alla multa), consiste proprie nella violenza o minaccia esercitate nel reato di rapina.

D: La richiesta di perdono della donna potrebbe considerarsi un’attenuante?

R: Il Giudice potrebbe prendere in considerazione tale comportamento al momento della determinazione in concreto della pena e quindi  decidere, all’interno della forbice edittale delle pene previste per i reati, di applicare una pena più ridotta.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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