Delio Rossi picchia Ljajic: tre risse nelle ultime tre giornate, la Serie A chiude a suon di colpi

FIRENZE, 3 MAGGIO ’12 – Avevamo strabuzzato gli occhi domenica sera al termine di Udinese-Lazio quando il portiere dei biancocelesti, Federico Marchetti, e il compagno di squadra André Dias si erano rivolti all’arbitro con eccessiva veemenza. In campo si era udito un fischio, Marchetti aveva lasciato la porta e gli altri compagni avevano smesso di correre, sembrava che il giudice di gara avesse decretato la fine dell’incontro ma così non era e la Lazio ha incassato la seconda rete. La reazione eccessiva dei due giocatori è costata 4 giornate a Marchetti e tre a Dias. Avevamo strabuzzato gli occhi davanti al televisore perché poi hanno cominciato a darsele di santa ragione i dirigenti. Nelle ultime giornate di campionato pensavamo di avere viste tutte: giocatori costretti dai tifosi a togliersi le maglie, botte da orbi tra dirigenti che farebbero bene a sostituire la cravatta con i guantoni, giocatori imbufaliti per un fischietto fantasma. Ma non le avevamo viste tutte. Ieri sera nel corso dell’incontro tra Fiorentina e Novara è successo l’impensabile. L’allenatore viola, Delio Rossi, al 32esimo del primo tempo sostituisce l’attaccante serbo Adem Ljajic che reagisce applaudendo e insultando il mister. Una prestazione inguardabile quella della Fiorentina, che al momento della sostituzione era sotto di due reti a zero. Rossi non prende affatto bene la reazione del serbo e gli si avventa contro tirandogli dei pugni. Attoniti gli altri giocatori in panchina. Increduli gli spettatori da casa. Sono dovuti intervenire in diversi per separarli e riportare la calma. Nel secondo tempo ci pensa il numero 18 della Fiorentina, Riccardo Montolivo, a riportare la situazione in parità. Due a due, un risultato che però non basta ai Viola per assicurarsi la salvezza visto che il Lecce compie l’impresa a Torino, pareggiando contro la Juve. Torniamo a Firenze: la società esonera il tecnico e i dirigenti, in testa Andrea Della Valle, lasciano la tribuna per guardarsi il secondo tempo in tv. All’inizio del secondo tempo i tifosi della curva Fiesole e della Tribuna regalano applausi a Delio Rossi che rientra in campo, rivolgendo fischi e cori offensivi, legati alle sue origini serbe, al ventenne Ljajic. E con questa, speriamo, di averle viste tutte. Solo al termine della partita, con un comunicato, arrivano le dichiarazioni del patron che parla di “atto grave commesso da una persone mite”.

Duro il commento di Damiano Tommasi, presidente del sindacato calciatori, che ha seguito l’incontro e lo scontro da casa: “c’è poco da salvare di quella scena. È anche strano che venga da Delio Rossi, sempre molto equilibrato anche nelle dichiarazioni”. Secondo Tommasi la reazione del giocatore all’ennesimo cambio c’entra poco con il comportamento del tecnico: “non credo sia stato quello, ci saranno stati comportamenti nel tempo. Non so giudicare da fuori, dico che della scena c’è poco da salvare”.

ELEONORA DOTTORI

D: Potrebbero esserci conseguenze penali per il gesto di Delio Rossi?
R:
In teoria sì. Pur essendoci nel calcio professionistico la clausola compromissoria che rimanda alla valutazione della giustizia sportiva i casi di “gesti violenti” commessi nell’ambito di una manifestazione sportiva, qui siamo in presenza di una vera e propria aggressione che esula completamente dall’ambito sportivo e che potrebbe integrare il reato di percosse o di lesioni (che si differenziano nel caso in cui le percosse abbiano prodotto una malattia).

AVV.TOMMASO ROSSI

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